Quattro anni senza Nicola, travolto da una moto a Castellammare. La madre: «Mio figlio fu ucciso dalla follia»

Tiziano Valle,  

Quattro anni senza Nicola, travolto da una moto a Castellammare. La madre: «Mio figlio fu ucciso dalla follia»

«Il mio nome è Nicola e sono una vittima della strada». Comincia così il manifesto-appello affisso ieri mattina a Castellammare di Stabia, per annunciare la messa in ricordo di Nicola De Martino, a quattro anni dalla sua scomparsa. È la sera del 12 luglio 2018, quando il trentaseienne, che è in sella al suo scooter con la fidanzata, viene travolto da una motocicletta guidata da un giovane di Santa Maria la Carità, che sorpassa in curva in via Acton. È la mamma di Nicola oggi a portare avanti il ricordo di quel figlio senza grilli per la testa, tranquillo, che sognava di metter su famiglia assieme alla sua fidanzata di Pimonte, che ancora oggi porta addosso e soprattutto nel cuore le ferite di quella drammatica notte. Avevano fatto una passeggiata insieme in penisola sorrentina e stavano tornando a casa, a Castellammare, quando furono travolti da quella motocicletta che correva troppo. Un impatto devastante. Nicola lottò per una notte intera, ma il mattino seguente, il 13 luglio 2018, morì in un letto dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Una vita spezzata troppo presto, una morte ingiusta. «Sono stato investito da uno sconsiderato che correva sulla sua moto, scambiando la strada per una pista», è la frase che si legge sul manifesto e lascia trasparire ancora oggi tutto il dolore che i suoi cari provano per la morte di Nicola. E poi ancora: «Ho dovuto lasciare che la mia vita si consumasse sull’asfalto di quella maledetta strada. Ho dovuto lasciare con grande amarezza i miei affetti senza un perché». Un messaggio chiaro e inequivocabile quello che si legge sui tabelloni della città, in particolare nel quartiere Postiglione, dove Nicola era cresciuto e viveva. Un manifesto che si trasforma in appello, soprattutto per i più giovani. È come se a parlare fosse proprio la vittima di quel maledetto incidente. «Abbiate rispetto della strada. Abbiate rispetto alla guida, per voi ma soprattutto per gli altri.  Non fate sorpassi in curva, siate prudenti». E infine: «Non correte, perché chi corre uccide». Il manifesto è firmato Nicola, come se dall’al di là volesse mandare un messaggio affinché nessun altro possa essere vittima inconsapevole di un incidente stradale, provocato da altri. «Vorrei che questo manifesto aprisse a una riflessione», dice oggi la mamma di Nicola De Martino, che apre alla sua sofferenza. «Io non ho più mio figlio, perché una persona non ha avuto rispetto della strada. Mi resta solo il ricordo di quel ragazzo biondo, bello, educato che non ha fatto più ritorno a casa e mi manca sempre di più».

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