Quindici anni senza servizi, così gli anziani di Castellammare sono stati abbandonati

Tiziano Valle,  

Quindici anni senza servizi, così gli anziani di Castellammare sono stati abbandonati

«Negli ultimi 15 anni tra sindaci che non sono riusciti a completare il loro mandato e ora lo scioglimento del Comune per camorra, le attività sociali sono state fortemente penalizzate e a pagare il conto sono in particolare gli anziani che vedono negati i loro diritti e i giovani costretti ad andare via da Castellammare per costruirsi il futuro». E’ una riflessione amara quella di Salvatore Esposito (Fnp Cisl), Antonio De Luca (Spi Cgil) e Ferdinando Oliviero (Uilp Uil), che rappresentano gli anziani della città. «Abbiamo tremila iscritti e vogliamo solo dare il nostro contributo per Castellammare», dicono i sindacalisti che hanno già avuto un incontro con i commissari prefettizi che si sono insediati dopo lo scioglimento del consiglio comunale. «Ci hanno indicato il dirigente Antonio Verdoliva come referente e speriamo ci sia l’occasione per incontrarci per sottoporgli le nostre proposte», spiegano. Tante le questioni lasciate in sospeso dalla politica nel corso degli anni. A cominciare dalla questione del controllo di chi svolge l’assistenza domiciliare agli anziani: «Non possiamo accettare che venga messo un gps in tasca agli operatori – dicono i sindacalisti – Chiediamo controlli spot o magari una scheda che l’assistito deve compilare per al termine del servizio». Esposito, Oliviero e De Luca sperano anche in una maggiore interlocuzione tra il Comune e l’Asl: «Non è accettabile che per rinnovare il ticket sanitario le persone debbano mettersi in fila dalle 5 del mattino – continuano – Serve un tavolo di concertazione per definire un protocollo che possa venire incontro alle esigenze dei cittadini e in particolare degli anziani». I sindacati esprimono delusione per il progetto della casa-albergo che sembra essersi arenato: «Ci avevamo lavorato tanto, riuscendo a ottenere un bene confiscato a Scanzano – ricordano – Sarebbe bastato poco per metterla a posto e offrire un servizio importante agli anziani. Ma oggi quell’immobile è occupato da due famiglie senza tetto e non si è trovata una soluzione alternativa». Esposito, Oliviero e De Luca denunciano anche quanto accadde per il soccorso climatico dello scorso anno a Ischia: «Si verificarono tanti incidenti perché la struttura individuata era situata su una salita e la discesa era ripida. Fummo collocati in quella perché l’albergo principale che avrebbe dovuto ospitarci ed era indicato nella brochure era pieno. Così non va bene, perché il Comune paga per quel progetto – spiegano i sindacati – In passato facevamo dei sopralluoghi per verificare se le strutture fossero idonee, ci auguriamo che prima della fine dell’estate qualcuno possa preoccuparsi di verificare se l’albergo che ospiterà gli anziani sia funzionale». Tante le denunce che i sindacati raccolgono da parte di anziani che si vedono negati i loro diritti: «Ad inizio anno sono tantissime le persone che hanno pagato per luci votive al cimitero per le tombe a terra dei loro cari, ma il servizio non è mai stato attivato – dicono – Ci auguriamo che i commissari tengano conto di questa situazione, perché è un’ingiustizia che dev’essere risarcita in qualche modo». Esposito, Oliviero e De Luca chiedono anche una migliore comunicazione da parte del Comune: «Con l’ultima amministrazione è stata realizzata la carta dei servizi, ma il problema è che nessuno la conosce perché non c’è stata una diffusione di questo importante strumento – ricordano i sindacati – Basterebbe distribuire in città una brochure di rapida consultazione per far conoscere a tutti quali sono i loro diritti». I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil denunciano anche la solitudine di molti anziani che a loro avviso potrebbe essere superata «creando centri sociali in ogni quartiere, un po’ come le vecchie circoscrizioni, perché non tutti possono permettersi di raggiungere la struttura di viale Libero D’Orsi». E sperano che i commissari possano contrastare «le lobby che hanno sempre impedito la creazione di una farmacia comunale». I sindacati si dicono pronti a collaborare: «Lo abbiamo fatto anche con le forze dell’ordine, promuovendo incontri per avvertire gli anziani sui rischi delle truffe, che purtroppo stanno andando avanti nella nostra città», ricordano Esposito, Oliviero e De Luca. Che infine, volgono lo sguardo al futuro: «Bisogna cominciare a preoccuparsi di chi verrà dopo di noi – dicono – Troppi giovani stanno lasciando questa città dove ormai è rimasto solo il cantiere navale a dare qualche speranza di lavoro. I nostri sindacati degli anziani da tempo si sono uniti mettendo al primo posto la città e speriamo che anche la politica possa comprendere la gravità della situazione e fare fronte comune. Basta poltronifici, basta a chi vede il Comune solo come una macchina che produce soldi. Serve gente che ha voglia d’impegnarsi per risollevare le sorti della nostra città». @riproduzione riservata

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