Sant’Antonio Abate si mobilita per suor Maria, ottomila firme contro il trasferimento della religiosa

Tiziano Valle,  

Sant’Antonio Abate si mobilita per suor Maria, ottomila firme contro il trasferimento della religiosa

«Non trasferite suor Maria». E’ una protesta forte quella dei fedeli di Sant’Antonio Abate che ieri si sono riuniti davanti al convento delle Gerardine, per manifestare il proprio dissenso. Le fedeli, soprattutto mamme dei piccoli che frequentano la scuola del convento, difendono a spada tratta la madre generale Maria Sparaco diventata un vero e proprio punto di riferimento per tutta la comunità. Una vicenda scoppiata lo scorso maggio quando l’istituto di via Casa D’Auria viene commissariato e vengono cancellati i poteri di gestione della superiora generale, suor Maria Santa Sparaco appunto, del suo consiglio e dell’economa generale che non possono più esercitare la loro funzione. L’organo amministrativo religioso viene sostituito dalla commissaria apostolica, suor Maria Daniela Faraone, nominata con decreto dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Ma da quel momento, i fedeli si mobilitano per evitare il trasferimento di suor Maria, riuscendo a mettere insieme ben ottomila firme per bloccare il suo trasferimento. «Non ci possono togliere suor Maria senza motivo. E’ un punto di riferimento per noi e i nostri figli», dicono le mamme che ieri si sono ritrovate davanti all’istituto spiegando il perché della protesta «manifestiamo per evitare il trasferimento di suor Maria, un punto di riferimento sociale molto forte. Le suore hanno la scuola, dove ci sono bambini con gravi disabilità e non possiamo accettare che venga presa questa decisione senza fare chiarezza sui veri motivi». Oltre all’attività sociale le suore Gerardine ospitano anche una casa di riposo ed una scuola con oltre cento iscritti, tra classe dell’infanzia e primaria. A guidare questa realtà è stata suor Maria Sparaco negli ultimi anni, che è riuscita a costruire un legame speciale con il territorio attirando sempre più gente. Il suo mandato è andato anche oltre i sei anni canonici e ha ricevuto nel 2019 una proroga anche come riconoscimento per il suo impegno per la collettività. «Toglierci suor Maria è una violenza morale e spirituale che non possiamo accettare», dicono le manifestanti all’esterno dell’istituto «per i nostri figli lei è come una mamma – continuano – Ci sono bambini che grazie a lei hanno cominciato ad vivere in modo diverso la loro disabilità e non è giusto sottoporli a un trauma del genere». L’istituto delle Suore Gerardine è stato fondato proprio a Sant’Antonio Abate più di 70 anni fa e sono presenti conventi in diverse regioni d’Italia ma anche in Africa e Perù, territori dove le religiose hanno operato e continuano ad operare con iniziative umanitarie. Ma per i fedeli di Sant’Antonio Abate perdere un punto di riferimento come suor Maria Sparaco sarebbe un colpo difficile da superare.

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