Andrea Ripa

Ombre sul Comune di San Giuseppe Vesuviano: dopo lo scioglimento sospeso il capo dell’ufficio tecnico

Andrea Ripa,  

Ombre sul Comune di San Giuseppe Vesuviano: dopo lo scioglimento sospeso il capo dell’ufficio tecnico

Il primo terremoto scatenato dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’amministrazione comunale di San Giuseppe Vesuviano si è verificato all’interno dell’ufficio tecnico del municipio di piazza Elena d’Aosta: un settore chiave dell’attività di ogni Comune. Il provvedimento è stato firmato dal ministro che ha disposto la sospensione del capo dell’ufficio tecnico, l’ingegner Antonio Rega. Uno stop forzato di diversi mesi, fino a dicembre prossimo, che arriva in seguito alla decisione del Consiglio dei Ministri di mandare a casa la squadra di governo locale, trainata dal sindaco leghista Vincenzo Catapano. Si tratta di un primo provvedimento che ha coinvolto un importante funzionario del municipio, ma non si esclude che sia l’unico alla luce degli allarmi contenuti nella relazione firmata dal prefetto di Napoli e consegnata nei mesi scorsi al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Il nome di Antonio Rega, una figura importantissima della pianta organica dell’Ente, legata a numerosi progetti realizzati sul territorio comunale, figurerebbe anche all’interno della relazione che poi ha determinato lo scioglimento dell’amministrazione comunale di San Giuseppe Vesuviano. L’ufficio tecnico comunale è tra i settori finiti sotto la lente di ingrandimento degli 007 della prefettura. Intrecci tra politica e uffici passati al setaccio dagli investigatori della commissione d’accesso che un anno fa sono arrivati in città per verificare le ingerenze della criminalità organizzata negli affari del municipio.A un anno da quel rovente luglio 2021, del Comune di San Giuseppe Vesuviano sono rimaste le macerie. Le stesse su cui hanno cominciato a lavorare i commissari prefettizi, nominati un mese fa dopo lo stop forzato alla politica locale. Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose ha rappresentato una mazzata – la terza in trent’anni – per l’intera classe politica locale. Per chi si era affacciato per la prima volta in politica e chi fa parte del panorama consiliare da anni. Il tempo scorre lento e nella vecchia maggioranza del sindaco leghista amico di Salvini e Giorgetti c’è chi sta già pensando a «riciclarsi» per le prossime amministrative. Nell’entourage dell’ormai ex primo cittadino sangiuseppese resta ancora aperta la strada del ricorso al tribunale amministrativo regionale della Campania. La fascia tricolore destituita e i suoi fedelissimi sono pronti a impugnare il provvedimento del consiglio dei ministri e chiedere l’immediato rientro in municipio. Nel frattempo gli effetti del decreto di scioglimento dell’amministrazione sangiuseppese cominciano ad avere ripercussioni sul prosieguo delle attività interne al municipio: la sospensione fino a dicembre prossimo, quando probabilmente potrebbe discutersi anche il caso davanti al Tar per quanto riguarda la parte politica, del responsabile ha contribuito a paralizzare ulteriormente l’ufficio tecnico comunale. Allo stesso tempo i commissari prefettizi – i viceprefetti Aldo Aldi e Agnese Scala e il dirigente a riposo Antonio Scozzese – hanno avviato una serie di accertamenti anche negli altri settori del municipio, pure finiti sotto la lente di ingrandimento della commissione d’accesso e inseriti nella relazione che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’amministrazione.

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