Scarichi nell’affluente del Sarno: multa-record a un imprenditore

metropolisweb,  
Decreto penale da 8.000 euro per il titolare dell’azienda

Scarichi nell’affluente del Sarno: multa-record a un imprenditore

Scafati/Angri. Ottomila euro di multa per avere scaricato illecitamente nel “Rio Sguazzatoio”, che sfocia nel fiume Sarno, oli provenienti da attività meccaniche e reflui da servizi igienici presso l’azienda di cui un 47enne angrese è legale rappresentante.

Se non dovesse pagare opponendosi al decreto penale della Procura nocerina sarà processato con l’accusa di inquinamento ambientale.

La magistratura inquirente contesta all’imprenditore di aver violato il decreto legge sulle norme ambientali. I fatti risalgono al maggio dello scorso anno, nei pressi del Rio Sguazzatoio tra il territorio di Angri al confine con la città di Scafati.

All’uomo sono stati comminati 7.950 euro di ammenda.

L’imprenditore risponde come titolare di un’impresa con sede nella cittadina dell’Agro nocerino sarnese.

La scoperta fu fatta a seguito di un controllo dei carabinieri del Noe, coordinati dalla procura nocerina (pm delegato Roberto Lenza) impegnati da un paio di anni a monitorare la presenza di scarichi abusivi che finiscono nel fiume Sarno, attenzionato soprattutto dopo la ripresa di molte attività in seguito alla fase dell’emergenza da Covid-19.

Già da anni, l’affluente Rio Sguazzatoio è stato più volte oggetto di una serie di scarichi abusivi e di denunce su potenziale inquinamento, che avevano interessato le acque del torrente.

Infatti, prima ancora del 47enne angrese un altro collega si era opposto al pagamento di una ammenda di circa 7mila euro ed è finito a giudizio davanti al giudice Guarro del Tribunale Monocratico di Nocera Inferiore.

Anche lui, uno scafatese, risponde di aver inquinato l’affluente del Sarno con gli scarichi illeciti provenienti dalla sua azienda.

Le indagini per quanto riguarda il 47enne angrese avrebbero appurato che il materiale inquinante, nel caso del titolare della fabbrica, era finito direttamente nelle acque che poi sfociano nel fiume Sarno.

Ora per lui è arrivata la condanna in soldo ma se non dovesse corrispondere la somma, sarà oggetto di un giudizio penale.

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