Housing sociale di Sant’Agnello, tutti a processo: «Ma evitate lo sgombero»

Redazione,  

Housing sociale di Sant’Agnello, tutti a processo: «Ma evitate lo sgombero»

Housing sociale di Sant’Agnello, tutti a processo. A giudizio il sindaco Piergiorgio Sagristani, alcuni assessori in carica e della precedente giunta, l’ingegnere Antonio Elefante, tecnici privati e comunali. In tutto, 15 imputati. La prima udienza è prevista per il prossimo 16 settembre (collegio B). Le ipotesi contestate dalla Procura di Torre Annunziata sono a vario titolo di lottizzazione abusiva, abuso d’ufficio e falso. Sull’incidente di esecuzione, in cui si dovrà valutare la querelle riguardante il sequestro delle 53 abitazioni, la decisione è riservata e sarà resa nota prossimamente. L’housing sociale è il progetto caldeggiato da Elefante che, con la sua società Shs che in virtù di un permesso di costruire rilasciato dal Comune ha costruito gli alloggi in un fondo di via monsignor Bonaventura Gargiulo. Stando alle contestazioni mosse dalla Procura di Torre Annunziata, l’immobile è illegittimo perché ritenuto in contrasto coi vincoli urbanistici. Oltre Sagristani, nel mirino degli inquirenti gli atti votati da alcuni componenti della giunta in carica dal 2015 a oggi tra cui il vicesindaco Giuseppe Gargiulo, gli assessori Maria Di Martino, Clara Accardi e Attilio Massa e gli ex assessori Pasquale Esposito e Antonino Castellano. La Procura contesta la regolarità delle delibere di approvazione del Pua e di una variante e solleva perplessità sull’iter amministrativo tanto che il procedimento riguarda anche l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Francesco Ambrosio e i dipendenti comunali Raffaele Palomba e Pietro Iaccarino. Nell’intera vicenda compare anche la perizia affidata all’ingegnere Paola De Maio, già tecnico comunale a Vico Equense e Meta che, nelle vesti di ausiliario di polizia giudiziaria non rilevò anomalie nell’adozione del Pua. Già sotto inchiesta invece gli amministratori di Shs, cioè Elefante e il commercialista Massimiliano Zurlo, e gli amministratori dell’impresa New Electra, Danilo Esposito e Francesco Gargiulo, dirigenti della ditta esecutrice delle opere. A vario titolo, si ipotizzano abuso d’ufficio, falso e lottizzazione abusiva. Nelle indagini la Procura si è avvalsa della consulenza dell’architetto Ciro Oliviero. «Affronteremo serenamente il dibattimento perché continuiamo a confidare nella legittimità del procedimento amministrativo, nella nostra totale estraneità alle contestazioni elevate e, soprattutto, nella giustizia che vede la massima espressione nella istruttoria dibattimentale. Il giudice si è riservato relativamente alla cosa che come ho sempre detto “più ci sta a cuore” cioè l’incidente di esecuzione per lo sgombero degli assegnatari. Sono fiducioso e spero che per questa decisione si possa aspettare finché un tribunale dopo la fase dibattimentale emetti la sentenza sui reati contestati e sulla legittimità dell’intervento. Abbiamo sempre agito nell’interesse dei cittadini e della nostra comunità e stare insieme a loro in questo cammino dibattimentale ci onora».

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