Mamma e figlia violentate dai vicini a Torre Annunziata: in aula il racconto shock

metropolisweb,  

Mamma e figlia violentate dai vicini a Torre Annunziata: in aula il racconto shock

Torre Annunziata. Una storia di violenza, minacce e offese. Una storia di silenzi e paure fino alla decisione di varcare la soglia della caserma dei carabinieri di Torre Annunziata e denunciare. E solo dopo un anno la prima verità viene a galla durante un incidente probatorio al quale sono stati sottoposti gli indagati.

E’ il 16 luglio del 2021. Mamma e figlia sono all’interno della loro abitazione, una casa di proprietà nella quale vivono da sole. Da settimane stanno vivendo un incubo: i loro vicini di casa, due cinquantenni, fratelli gemelli le insultano e offendono. Le due donne hanno provato per giorni a far finta di nulla, ad ingoiare le offese e le provocazioni. I due vivono da soli e spesso sbirciano in casa delle donne oltre il cancello, si mostrano in atteggiamenti sconci. Proprio come quel maledetto 16 luglio. In casa c’è la ragazzina maggiorenne con sua madre e i due ricominciano ad offendere. Gridano, urlano e le due non ce la fanno più. Decidono così di scendere in giardino e mettere la parola fine a quegli abusi e oscenità che sono costrette a subire. Ma qualcosa non va per il verso giusto. I due bloccano entrambe le donne e continuano ad offenderle e minacciarle, ma nel frattempo iniziano ad allungare le mani. Prima qualche schiaffo sul sedere, sul petto ed infine palpeggiamenti mentre vengono immobilizzate. «Costrette a subire atti sessuali e a subire avances sentimentali » scriveranno gli inquirenti nella denuncia.

Le due donne riescono a liberarsi e scappano via. Decidono così di rivolgersi ai carabinieri e denunciano tutto. Parte un’attività investigativa, i due vengono denunciati e nel frattempo però viene nominato un perito da parte del pubblico ministero (dottoressa Riccio).

I due fratelli gemelli infatti sono affetti da un disturbo psicologico e viene presentato, dal loro difensore, una documentazione Asl che ne certifica e accerta il loro stato di salute. Il perito conferma che i due sono incapaci di intendere e volere ma allo stesso tempo sono due persone pericolose.

Il fascicolo è ora ritornato nelle mani del pubblico ministero che dovrà esprimersi se archiviare o dare il via al processo. Intanto le due donne (difese dall’avvocato Raffaele Attanasio dello studio di Pompei) continueranno a dover incassare la presenza di quei due uomini che vivono da soli a pochi metri dal loro appartamento con la paura negli occhi.

@riproduzione riservata

 

CRONACA