Alberto Dortucci

Torre del Greco, variazioni di bilancio per 120.000 euro: Palomba torna in consiglio comunale

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, variazioni di bilancio per 120.000 euro: Palomba torna in consiglio comunale

Torre del Greco. Le due manovre per complessivi 120.000 euro furono approvate dalla giunta guidata dal sindaco Giovanni Palomba a metà maggio: due provvedimenti-lampo decisi con i poteri del consiglio comunale per non perdere i finanziamenti in arrivo dalla Città Metropolitana e dalla Regione Campania rispettivamente per l’acquisto di mezzi e dotazioni per la protezione civile (25.000 euro) e per l’acquisto di libri di editori locali da assegnare alla biblioteca di villa Macrina intitolata a Enzo Aprea (7.000 euro).

All’interno della stessa manovra, poi, vennero «recuperati» circa 92.000 euro per le consultazioni referendarie. Due delibere urgenti, insomma. Eppure «dimenticate» per due mesi dalla carovana del buongoverno, al punto da costringere lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio a chiedere una convocazione urgente del consiglio comunale per la ratifica della due variazioni di bilancio. Proprio le due delibere, dunque, saranno gli argomenti-chiave all’ordine del giorno dei lavori dell’assise in programma oggi alle 9 a palazzo Baronale.

Dove, a seguire, si dovrebbe procedere alla nomina di sette nuovi componenti del Forum dei Giovani. In programma, poi, ci sarebbero – il condizionale è d’obbligo, perché la maggioranza potrebbe decidere di rinviare la discussione – l’ordine del giorno presentato da quattro esponenti dell’opposizione per realizzare un centro comunale di raccolta dei rifiuti nell’ex depuratore dismesso di Santa Maria la Bruna e la mozione firmata dalla Santa Borriello e da Vincenzo Salerno in merito all’applicazione dei progetti utili alla collettività.

Calendarizzata, infine, la mozione per la modifica del regolamento relativo alla cumulabilità dei gettoni per i consiglieri comunali. Ma difficilmente la casta del Comune deciderà di affrontare la questione dei tagli ai propri «stipendi» durante l’ultimo anno di mandato.

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