Dal 2020 a oggi raggiunta quota 20 milioni di contagi per il Covid

Redazione,  

Dal 2020 a oggi raggiunta quota 20 milioni di contagi per il Covid

Covid, efficacia del booster all’’86% contro casi gravi. Circa al 50% su contagi

Raggiunta e di poco superata quota 20 milioni di contagi da Covid-19 in Italia dall’inizio della pandemia, ovvero dal febbraio 2020. Sono precisamente – comunica il bollettino quotidiano del ministero della Salute – 20.076.863 mentre i decessi totali salgono a 169.846. Intanto il rapporto esteso pubblicato dall’Istituto superiore di Sanità (Iss) che accompagna il monitoraggio settimanale, riferisce di reinfezioni che continuano a salire e sono arrivate in una settimana a quasi il 12% (11,7% rispetto al 10,8% della settimana precedente) con un rischio aumentato con la diffusione della variante Omicron dal dicembre scorso.

I nuovi casi giornalieri restano sotto i 100mila contagi. Nelle ultime 24 ore, rileva il bollettino del ministero della Salute, sono stati 89.830 contro i 96.384 del giorno precedente; pressochè stabili i tamponi, 398.338 con un tasso del 22,5% in calo rispetto al precedente di 24,6%. Le vittime sono invece 111, in calo rispetto alle 134 precedenti. Salgono invece i ricoveri in terapia intensiva, 405 pazienti, dieci in più rispetto alla rilevazione precedente e nei reparti ordinari con 10.434 pazienti, 71 in più. Ma l’attenzione in queste ore è incentrata su chi si trova in isolamento domiciliare, 1.437.711 di persone in Italia. Le regole non cambiano, ha tenuto a precisare ieri il ministero della Salute con una nota ufficiale, e restano quelle vigenti, sottolineando che “come sempre si verificherà l’andamento epidemiologico e ci sarà un confronto con le Regioni”.

L’interlocuzione continuerà anche nei prossimi giorni con nuovi incontri tecnici Regioni-ministero in generale su come affrontare la situazione attuale. All’orizzonte non ci dovrebbero essere novità neanche sul fronte della comunicazione dei dati che resta attraverso il bollettino quotidiano. Ora, dicono gli esperti, bisogna stringere i denti, con una veloctà di circolazione elevata del virus anche se con un ritmo più lento e con una lieve inversione di tendenza dell’indice di trasmissibilità Rt (1,34 da 1,40) che resta comunque sopra soglia epidemica. Ma, dicono, una semplificazione delle regole è possibile e andrà fatta, anche per affrontare l’autunno. “Da gennaio chiedo la revisione dei tempi dell’isolamento a casa”, dice in un post il direttore generale dello Spallanzani, Francesco Vaia.

Mentre per Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale e direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano la revisione delle regole sull’isolamento dei positivi “è un qualcosa da pianificare in prospettiva”, insieme a una serie di altri elementi, come anche la scuola. L’abbattimento della mortalità, avvenuto in gran parte grazie al vaccino, “sono convinto che richieda una riflessione sulle regole, prendendo decisioni importanti di tipo strategico”, dice il direttore dell’Unità di microbiologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Carlo Federico Perno, mentre il direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia molecolare del Campus Bio-medico di Roma, Massimo Ciccozzi, spiega che se dopo 4-5 giorni i sintomi finiscono e le persone si negativizzano in 8 giorni “non ha senso tenerle a casa con regole vecchie”.

Nel periodo di prevalenza Omicron, dal 3 gennaio 2022, il booster del vaccino anti-Covid resta sempre un’arma contro la malattia severa, rileva ancora l’Iss nel suo ultimo report, efficace all’86%; il 50% nel prevenire il contagio. E sull’incognita della sottovariante di Omcron, (BA.2.75) chiamata Centaurus, che deriva da Omicron BA.2 e non da BA.5, Ciccozzi mette in evidenza che le analisi preliminari “ci dicono che ha la stessa contagiosità di Omicron 5” e “al momento non ci sono dati su una sua maggiore letalità”. Centaurus è per ora presente solo in alcuni Paesi e finora ne sono stati confermati 290 casi in tutto il mondo. In Giappone sembra stia guidando la settima ondata di infezioni nel Paese che ha raggiunto un nuovo record di 107mila casi giornalieri. Ma è stata esclusa l’introduzione di nuove misure restrittive per la popolazione.

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