Oltre al pizzo i Gionta ricevevano anche patenti gratis, il pentito rivela il sistema del clan di Torre Annunziata

Giovanna Salvati,  

Oltre al pizzo i Gionta ricevevano anche patenti gratis, il pentito rivela il sistema del clan di Torre Annunziata

Costretti a subire le minacce del clan, a pagare un pizzo e una “mesata” ai soldati della cosca ed infine a regalare attestazioni automobilistiche senza nemmeno sostenere un esame. E così le patenti venivano “regalate” ai parenti del boss Valentino Gionta: scuola guida nel mirino della Procura. Spunta un nuovo elemento che apre un nuovo filone investigativo dai verbali del collaboratore di giustizia Pietro Izzo.

L’estorsore del clan che più di un anno fa ha deciso di svuotare il sacco e svelare tutti gli affari del clan Gionta continua a raccontare agli investigatori dettagli importanti che stanno consentendo di mettere insieme uno scenario inquietante di una cosca che non ha mai smesso di comandare e mettere le mani sulla città nonostante le continue ordinanze che hanno spedito in carcere anche le nuove leve. C’è un’agenzia che spunta fuori dai verbali di Izzo e che finisce sotto i riflettori della Procura dopo il dettaglio raccontato durante uno degli ultimi interrogatori. Izzo svela che c’è una delle agenzie della città che “serve” la famiglia Gionta. Quell’agenzia è costretta a pagare il pizzo, lo fa da tempo, ma è l’unica «obbligazione» che deve nei confronti di una delle organizzazioni criminali più forti del panorama camorristico torrese. E’ diventata l’agenzia di fiducia della camorra: «faceva prendere la patente senza esame e senza pagare ad alcuni di noi del clan Gionta» si legge nei verbali dell’interrogatorio.

L’agenzia , molto conosciuta in città, era costretta a pagare duemila euro a titolo estorsivo e poi a rilasciare le patenti di guida ai componenti del sodalizio. Un dettaglio importante che ha fatto accendere i riflettori sull’agenzia torrese d a parte della Procura, se è pur vero che non ha denunciato di essere vittima di estorsioni, rilasciare patenti a titolo gratuito e senza aver conseguito il regolare e obbligatorio esame diventa un reato. Ed è questo ora quello che stanno accertando gli investigatori: capire come e quando sono state rilasciate, come è stato possibile che venissero rilasciate e se le persone indicate dal pentito sono le uniche ad averne beneficiato o si tratta di un sistema che l’agenzia mette in campo sistematicamente anche per altre persone.

Insomma una vicenda inquietante che potrebbe così portare a galla altri retroscena. Izzo viene considerato uno dei pochi collaboratori di giustizia del clan dei Gionta affidabile e tutti i retroscena che stanno emergendo potrebbero aprire presto nuovi filoni investigativi e generare nuovi terremoti all’interno della cosca del clan ma coinvolgere anche chi ha deciso di aiutare “il sistema” invece che ribellarsi e denunciare.

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