Castellammare. Fecero la guerra ai Cesarano, condannati gli scissionisti del Cmi

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Castellammare. Fecero la guerra ai Cesarano, condannati gli scissionisti del Cmi

Castellammare. Avevano provato a sfruttare i blitz che negli ultimi avevano decimato il clan Cesarano per tentare la scalata alla cosca che controlla gli affari illeciti tra Castellammare e Pompei. Prima restando dentro l’organizzazione criminale fondata quasi 40 anni fa dal boss Ferdinando Cesarano, poi cercando una scissione al momento della scarcerazione di uno dei pezzi da novanta della cosca di Ponte Persica. Ieri sono arrivate le prime condanne, emesse dal Gip Santoro, per gli scissionisti del rione Cmi, quartiere al confine tra Castellammare e Pompei, che era diventato la base di appoggio di un gruppo senza scrupoli. Giovanni Grimaldi Lambiase ha incassato 5 anni e 8 mesi, per lui l’Antimafia rappresentata in aula da Giuseppe Cimmarotta, aveva chiesto otto anni. Sette anni e quattro mesi ad Antonio Maragas, 6 anni e due mesi a Giuseppe Maragas. I primi tre erano stati incastrati nel 2019 per un’estorsione ai danni di un imprenditore di Pompei. Quattro anni a Vittorio Massa, un anno e 4 mesi a Giuseppina Polito, moglie di Maragas, Due anni e nove mesi a Giuseppe Scarico, un anno e otto mesi a Valeria Lanzieri (Collegio difensivo formato da Francesco Romano, Massimo Autieri, Ambra Somma, Giuliano Sorrentino, Giuliano De Gennaro). Per Maragas padre e figlio e per Lambiase è stata riconosciuta la continuazione dei reati con altra condanna già incassata per estorsione, che di fatto gli fa ottenere un sostanzioso sconto di pena rispetto agli anni che dovranno trascorrere in carcere. Vittorio Massa, con questa condanna, ha un cumulo di pene per droga pari a 16 anni, conquistando “sul campo” il fatto di essere uno dei narcos più grossi dell’area stabiese. Le accuse nei loro confronti, erano a vario titolo di associazione per delinquere, estorsioni, minacce, violenza privata e traffico di sostanze stupefacenti, aggravate dal metodo mafioso. Giovanni Grimaldi Lambiase, alias ‘o vichingo, e Antonio Maragas volevano prendere il controllo della periferia a nord di Castellammare partendo dal rione Cmi. Da soldati dei Cesarano a capi di un gruppo scissionista, nel quale aveva un ruolo di spicco Giuseppe Maragas, primogenito di Antonio. E’ proprio dal pestaggio messo a segno da parte di padre e figlio nei confronti di un uomo considerato vicino al boss Luigi Di Martino, per un debito di droga non pagato, scattarono le indagini sul nuovo gruppo criminale. Lambiase e Maragas cominciarono a tartassare imprenditori, commercianti e professionisti dell’area nord di Castellammare di Stabia e allo stesso tempo a mettere in piedi una piazza di spaccio nel rione Cmi. Gli investigatori scoprono anche incroci con altri pusher del rione Annunziatella e in particolare di una mamma che consegna dosi di droga ai clienti, in compagnia della figlia di appena 8 anni.

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