Anziani morti di Covid nell’ospizio di Torre Annunziata, parenti sul piede di guerra

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Anziani morti di Covid nell’ospizio di Torre Annunziata, parenti sul piede di guerra

Le avevano affidate a quella struttura convinti che sarebbero state accudite e non dimenticate nel primo momento di difficoltà ed emergenza. E così è stato: abbandonate e lasciate a se stesse, morte per Covid. Sono le cinque nonnine ospiti della struttura di corso Umberto I. E ora i familiari sono decisi a trascinare la titolare – una donna talaltro di 91 anni – e i suoi collaboratori in tribunale e chiedere un risarcimento danni, che sicuramente non servirà a riportare in vita le cinque nonnine ma almeno a rivendicarsi dopo aver versato nelle casse della struttura migliaia di euro. Proprio nei giorni scorsi tra l’altro la guardia di finanza aveva scoperto che in due anni i gestori della struttura non avrebbero dichiarato al fisco guadagni per oltre mezzo milione di euro, sottraendo alle casse pubbliche un imponibile Iva pari a 120mila euro. Una verifica fiscale eseguita nei confronti di un soggetto economico qualificato come ente non commerciale, titolare di una casa di riposo nella città vesuviana nella quale, nel pieno della seconda ondata pandemica, morirono – dopo aver contratto il Covid – cinque anziane ospiti. Nell’ambito delle indagini relative a questi fatti, la Procura di Torre Annunziata delegò alle Fiamme Gialle lo svolgimento di accertamenti di natura documentale, con l’obiettivo di appurare l’effettivo inquadramento giuridico della struttura e verificarne la situazione contabile. La verifica fiscale relativa al periodo d’imposta dal 2016 al 2020 avrebbe permesso di accertare che l’ente non commerciale svolgeva, in realtà, una vera e propria attività imprenditoriale, incassando rette da parte dei familiari delle anziane ospiti, non potendo dunque beneficiare del regime agevolato riconosciuto agli enti aventi finalità etico-sociali, di natura solidaristica o mutualistica.

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