La crisi dei pescatori di Torre del Greco, ecco i contributi salva-aziende

Vincenzo Lamberti,  

La crisi dei pescatori di Torre del Greco, ecco i contributi salva-aziende
La crisi dei pescatori

Torre del Greco. Una boccata d’ossigeno per i pescatori di Torre del Greco e di tutta la fascia costiera vesuviana. Alle prese con il caro gasolio che sta restringendo di molto i margini di guadagno delle “paranze” nonostante le notti passate in mare, finalmente arriva per loro una buona notizia.  «Ora registriamo un provvedimento concreto da parte del governo per cercare di gestire la profonda crisi nella quale si trovano da tempo il mondo della pesca e l’intera filiera produttiva ittica, in Campania come nel resto del Paese». A sostenerlo è Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci Agroalimentare, dopo la pubblicazione del decreto direttoriale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che apre i termini di presentazione delle domande di sostegno per gli operatori del settore. Scognamiglio, che è anche presente nel Flag del Miglio d’Oro, è presente da tempo nella battaglia che i pescatori stanno conducendo per migliorare le loro condizioni di vita. Un bacino di migliaia di lavoratori che da anni chiedono dignità. «Tra Torre del Greco, Ercolano, Torre Annunziata e Portici la flotta può contare su circa 150 – 200 barche. Parliamo di un migliaio di dipendenti, circa, che stanno vivendo giorni difficili»,  spiega Scognamiglio. Che aggiunge: «Non è che un primo passo – ha proseguito il dirigente dell’associazione di categoria della cooperazione – per dare risposte ad una situazione che abbiamo posto sempre, con senso di responsabilità e spirito propositivo, all’attenzione delle istituzioni, per salvaguardare un importante comparto economico e migliaia di lavoratori che stanno resistendo con grande dignità e coraggio ai numerosi problemi che si sono determinati, a causa delle fragilità strutturali del settore e successivamente per gli effetti dell’emergenza Covid e del conflitto in Ucraina, che ha notevolmente incrementato i costi del gasolio e le spese delle attività di pesca, colpendo duramente soprattutto le imprese di piccole dimensioni e a conduzione familiare». Sono, quindi, state accolte con soddisfazione le novità: l’apertura dei termini di presentazione delle istanze per i sostegni economici, a valere sul fondo di 20 milioni di euro, già stanziati per lo sviluppo delle filiera della pesca e dell’acquacoltura. «Basti pensare che dai 0.70 centesimi che si pagava il litro di gasolio siamo arrivati a 1.10. E chi pesca non può neanche compensare questo costo sulla successiva rivendita dei prodotti – spiega Scognamiglio – perché la concorrenza è forte e per vendere devi abbassare i prezzi, non certo aumentarli», conclude il rappresentante dell’Unci Agroalimentare.

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