Andrea Ripa

A rischio il progetto per il polo scolastico nel bene confiscato a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

A rischio il progetto per il polo scolastico nel bene confiscato a San Giuseppe Vesuviano

I ritardi degli ultimi anni, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’amministrazione comunale e il contestuale insediamento dei commissari prefettizi che avranno il compito di «bonificare» interi settori del municipio su cui la criminalità organizzata aveva messo le mani, rischiano di allungare ulteriormente i tempi di realizzazione della Cittadella Scolastica nel bene confiscato al clan Fabbrocino. I bimbi nell’ex fabbrica Allocca, divorata e gestita dalla criminalità organizzata e poi confiscata dallo Stato, rischiano non entrarci. Almeno nell’immediato. Ad oggi, nelle mani della triade di prefetti arrivati dopo lo scioglimento del Comune, non c’è nulla di pronto. Ed appare improbabile che la questione, alla luce delle tante urgenze che vive la città in queste settimane frenetiche post decisione del Consiglio dei Ministri, possa finire sull’agenda  degli attuali vertici del municipio di piazza Elena d’Aosta. Eppure per la riqualificazione dell’azienda tessile gestita per anni dal clan Fabbrocino – usata per riciclare montagne di soldi provenienti da affari illeciti – l’oramai ex amministrazione comunale di San Giuseppe Vesuviano ha ottenuto un finanziamento di 5 milioni di euro, con il via libera ai fondi giunto mesi fa e pubblicizzato in grande stile dall’ex primo cittadino Vincenzo Catapano.

L’opera – Il bene confiscato alla criminalità organizzata oltre dieci anni fa è destinato a diventare un polo scolastico, una soluzione individuata dal Comune anche per fronteggiare le numerose emergenze legate alla manutenzione e la gestione dei plessi della città. Dalle aule alle sale multimediali, l’impianto di via Croce Rossa, poco distante dal centro storico, avrebbe dovuto rappresentare il «fiore all’occhiello» dei due mandati della squadra di governo leghista, rischia di essere l’ennesima opera incompiuta su un territorio che negli ultimi anni ha visto riconsegnato alla comunità appena il palazzetto dello sport, pure quello abbandonato al degrado più assoluto e riqualificato grazie a fondi extracomunali.

La situazione generale – Nel frattempo resta alta la tensione in città, sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di vista politico. I funzionari nei giorni scorsi hanno promosso una procedura per riassegnare gli incarichi ai dirigenti, un modo per creare «discontinuità» con i precedenti incarichi assegnati dal sindaco defenestrato a giugno scorso a causa delle infiltrazioni mafiose nel Comune da lui retto; dal punto di vista politico invece queste sono settimane decisive per la vecchia amministrazione comunale che nei prossimi giorni potrebbe già presentare ricorso ai giudici del tribunale amministrativo contro il decreto di scioglimento di un mese e mezzo fa che ha di fatto interrotto a un anno dalla scadenza naturale il mandato dell’amministrazione.

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