Scheletro trovato in chiesa a Boscoreale, attesa per l’esame del dna sulle ossa

Pasquale Malvone,  

Scheletro trovato in chiesa a Boscoreale, attesa per l’esame del dna sulle ossa

Si attendono i risultati del Dna per cercare di capire quei resti umani a chi appartengono e intanto in città cresce l’attesa. Un mistero, un giallo, un episodio che da giorni è l’argomento fisso di tutti, il ritrovamento di quelle ossa rappresenta un episodio che forse racchiude un pezzo di storia o un macabro giallo. Due ipotesi che potranno essere svelate solo dopo i risultati che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni con le analisi del Dna. Il ritrovamento di ossa umane all’interno della storica cappella Sant’Antonio di Padova di Boscoreale, inizialmente dedicata a San Francesco resta comunque un giallo da risolvere ed ecco perché la Procura di Torre Annunziata ha aperto una inchiesta. La scoperta è avvenuta per caso. In questi giorni sono in corso dei lavori di riqualificazione che interessano la parte interna ed esterna della cappella, curata dalle suore dell’ordine delle Piccole ancelle di Cristo Re. Sono state loro a dare l’allarme dopo il ritrovamento da parte di due operai che stavano allestendo i ponteggi. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Boscoreale e della Compagnia di Torre Annunziata. Le ossa, tra cui un femore, parte dell’anca e alcune costole del bacino, sono state affidate alla scientifica per stabilirne la datazione e il sesso in base alle caratteristiche morfologiche sarà poi possibile risalire al sesso. Molte domande rischiano di rimanere senza risposta. Di chi era il corpo e, soprattutto, come ci è finito dietro ad un mobile alle spalle dell’altare. L’ultimo restauro risale al 2002 grazie all’opera delle Piccole Ancelle di Cristo Re, che l’hanno avuta in gestione a partire dagli anni cinquanta. E in quella circostanza, almeno stando alla documentazione ufficiale, non sono stati segnalati ritrovamenti. Il che farebbe supporre, ma si tratta ovviamente di un’ipotesi, che le ossa siano state depositate dopo la seconda guerra mondiale. O, sempre in punta di piedi, che le ossa siano state nascoste prima e spostate alla meno peggio nei pressi dell’altare. Quello che si sa, da una prima analisi, è che le ossa appartenevano ad una persona adulta ed erano ben visibili senza alcun tipo di copertura. Il resto sono solo ipotesi. Dagli anni cinquanta, la chiesetta è stata affidata alle suore appartenenti all’ordine delle Piccole Ancelle di Cristo Re, che attualmente vivono in edificio di via Gesuiti, di fronte al Santuario della Madonna Liberatrice dai Flagelli che hanno contribuito a costruire e dove sorgeva la cosiddetta Cappelluzza.

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