Andrea Ripa

Torre del Greco. La storia di Enzo, rimasto senza gamba dopo un incidente: raccolta fondi per le protesi

Andrea Ripa,  

Torre del Greco. La storia di Enzo, rimasto senza gamba dopo un incidente: raccolta fondi per le protesi

La sua è una storia di urla e silenzi, di bui e luci fioche. Di passeggiate e cadute. Piccoli passi, dolore e consapevolezze. Di pianti e battaglie. Di sogni e speranze, ma anche di una realtà che non è più come un tempo. Inevitabilmente. Tutto condensato in pochi mesi, un’altalena tra l’inferno e la voglia di provare a vivere una vita quanto più normale possibile. E convivere con le cicatrici che il tempo gli ha lasciato addosso. Vincenzo Garofalo è un giovane ingegnere di 29 anni di Torre del Greco, a seguito di un terribile incidente stradale ha perso una gamba e ora spera – e sogna – di poter tornare a vivere una vita normale. Di correre su un campo di calcio, come quando arbitrava a livello giovanile. Per farlo servono soldi. Tanti. Per l’acquisto delle protesti che il sistema sanitario nazionale non copre dal punto di vista finanziario. Ecco perché Vincenzo – per tutti Enzo – dopo aver aver dovuto fare i conti con la lunga riabilitazione in seguito al coma e all’incidente ha aperto le sue pagine social che si sono trasformate in un diario e poi ha avviato una raccolta fondi – attraverso la piattaforma Gofundme.com – per provare a racimolare quanto più possibile. «Per tornare a vivere come una volta», racconta. Ed è proprio scorrendo le righe dei messaggi pubblicati in questi mesi si scorge come il dolore sia diventato consapevolezza. Esorcizzare i mali interni una sorta di terapia per quella che tutti, tra amici e familiari del giovane, considerano una «seconda chance del paradiso». L’inferno che cambia per sempre la vita del 29enne di Torre del Greco si materializza una mattina di dicembre. L’incidente in moto mentre si trovava a Malta e il successivo investimento da parte di un’auto che lo ha lasciato sull’asfalto gelido a lottare tra la vita e la morte. La corsa in ospedale e il lungo ricovero in ospedale sono conseguenze dello spaventoso impatto. Come il coma, lungo dieci giorni. Un silenzio infinito fino a quando gli occhi di Enzo non si sono aperti. A una lenta rinascita. Le cicatrici però sono tante: perdita della gamba destra, due emorragie cerebrali, una contusione ai polmoni, fratture alle vertebre e la diplopia. Un quadro clinico precario che a piccoli passi è andato migliorando, anche grazie a una lunga riabilitazione che va avanti da oltre sei mesi. «Solo ora sto riprendendo il controllo della mia vita. – spiega – Ma per farlo appieno ho bisogno di nuove protesi all’avanguardia per tornare a fare sport e svolgere una vita normale». Da qui l’idea di proporre una raccolta fondi con l’obiettivo di raccogliere 256mila euro – questo è quanto indicato sul portale – per l’acquisto dei supporti. «Sogno di poter tornare a camminare, correre, riprendere ad arbitrare o effettuare qualsiasi attività. Per farlo servono dispositivi all’avanguardia, che necessitano di manutenzione, revisione e sostituzione con una certa periodicità. Voglio tornare a vivere degnamente». E’ un dolore lucido quello di Vincenzo che sa bene cosa si è lasciato alle spalle, con l’incertezza che il futuro gli può regalare. Ma spesso la triste realtà fa i conti con i sogni di un ragazzo di 29 anni che ha ancora tutta la vita davanti e che desidera fare ancora tante cose. Come capitato prima dell’inferno del 5 dicembre scorso. «Ho grandi ambizioni per il mio futuro: sogno di poter partecipare alle paralimpiadi, di arrivare al campo base dell’Everest, fare il cammino di Santiago de Compostela e non voglio che questo mi sia negato per un problema puramente economico». La copertura finanziaria delle protesi da parte del sistema sanitario è una piccola percentuale, rispetto a quanto dovrebbero sborsare Enzo e i suoi familiari. La raccolta fondi è partita nei giorni scorsi e grazie al tam tam sui social sono stati già raccolti circa 15mila euro. Quasi 500 persone hanno donato qualcosa. C’è chi ha messo 10, chi 50 e chi 500 per realizzare il sogno di «vita normale» di Vincenzo.

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