Castellammare. Burocrazia lumaca, cadavere resta in obitorio per 3 giorni e va in decomposizione

Tiziano Valle,  

Castellammare. Burocrazia lumaca, cadavere resta in obitorio per 3 giorni e va in decomposizione

Castellammare. Per tre giorni la sua salma è rimasta nell’obitorio dell’ospedale San Leonardo, al caldo, che in quella stanza posta nel seminterrato della struttura sanitaria diventa ancora più afoso, quasi asfissiante. La reazione è stata inevitabile: il corpo esanime di un quarantasettenne marocchino è andato in putrefazione e le esalazioni sono diventate insopportabili, a tal punto da evitare ai parenti degli altri defunti di poter accedere all’obitorio.Un orrore provocato da una macchina burocratica piuttosto lenta, che ha fatto slittare di diverse ore il trasferimento della salma all’aeroporto per l’ultimo viaggio in Marocco, la possibile temporanea sistemazione nell’obitorio comunale di Castellammare e alcuni problemi dovuti alla stazza del defunto che hanno impedito al personale dell’ospedale di sistemarlo nella cella frigorifera del San Leonardo.La vicenda è emersa nella giornata di ieri, quando i parenti di alcuni defunti si sono visti sbarrare l’ingresso all’obitorio dell’ospedale, dove volevano recarsi per portare l’ultimo saluto ai loro cari. «C’è un cadavere in putrefazione, non potete entrare», riferiscono alcuni addetti alla sala mortuaria.Il cadavere in decomposizione è di un marocchino di 47 anni. L’uomo a seguito di un malore accusato nella giornata di domenica viene trasferito d’urgenza all’ospedale San Leonardo. Esala il suo ultimo respiro proprio durante il viaggio disperato verso il pronto soccorso. Una volta arrivato al presidio di Castellammare, i medici non possono far altro che constatare il suo decesso.Il 47enne viveva assieme ai suoi familiari a Boscoreale e il personale del San Leonardo provvede subito ad avvertire il fratello della sua scomparsa. Quest’ultimo, una volta arrivato in ospedale, spiega che la salma deve essere trasferita in Marocco per la sepoltura, così come da ultimo desiderio del defunto.A quel punto, l’agenzia funebre incaricata di organizzare il trasferimento della salma si attiva attraverso il Consolato del Marocco a Napoli per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. Un passaggio burocratico piuttosto lento, anche perché lo Stato africano in questi casi chiede diversi documenti, tra cui l’attestazione che la vittima non è deceduta a causa del Covid. Atti che richiedono qualche giorno e inevitabilmente fanno slittare i tempi del trasferimento.Il personale del San Leonardo prova a chiedere il trasferimento all’obitorio comunale di Castellammare, presso il cimitero, ma niente da fare. Difficile, a causa della stazza della vittima, anche la sistemazione nella cella frigorifera. Così la salma viene lasciata nell’obitorio, dove nella giornata di martedì comincia ad andare in putrefazione rendendo di fatto inaccessibile la sala mortuaria ai parenti degli altri defunti.Nella giornata di ieri, dopo il rito musulmano voluto dal fratello nell’obitorio di Castellammare, la salma è stata trasferita in aeroporto per il ritorno in Marocco.

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