Si infittisce il mistero del bracciante trovato morto a Pompei

Giovanna Salvati,  

Si infittisce il mistero del bracciante trovato morto a Pompei

Lavorava nei campi in cambio di qualche banconota che potesse garantirgli un pasto. Aveva 52 anni e molti lo conoscevano. Il suo nome e il suo volto non erano sconosciuti come i tanti uomini e donne migrati che diventano braccia per i campi, sfruttati a pochi euro perdendo la loro storia, la loro identità e anche la loro dignità. Lui viveva a Pompei da tempo, si era rimboccato le maniche e aveva iniziato a lavorare come bracciante agricolo, aveva imparato il mestiere di contadino e dove poteva, dava una mano. Proprio come mercoledì pomeriggio. In quelle ultime ore prima che il suo cuore smettesse di battere per sempre e la sua morte fosse intrecciata ad un giallo, forse ad un delitto cruento. Il corpo del 52enne è stato infatti trovato nel tardo pomeriggio di mercoledì all’interno di una baracca in un fondo agricolo. Il suo corpo senza vita era tra gli attrezzi che vengono usati in campagna, al centro di una delle località periferiche di Pompei, Messigno. Il corpo è stato ritrovato dopo una segnalazioni che ha visto gli agenti del commissariato di Pompei piombare nel capanno. Davanti ai loro occhi la scena di un uomo, con le mani ancora tutte sporche di terra al centro della baracca. Morto. Sono stati subito effettuati una serie di rilievi da parte della scientifica e la salma è stata poi trasferita al vicino obitorio dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Ma da un primo esame esterno il medico legale ha notato una serie di segni di violenza sul collo e alcune escoriazioni lungo le braccia. La prima ipotesi, ma ancora tutta da verificare, è che l’uomo possa essere stato strangolato. Tutti elementi che hanno spinto la procura di Torre Annunziata ad aprire una inchiesta. Il fascicolo è stato affidato al sostituto Matteo De Micheli.  Nelle prossime ore verrà fissata la data per l’autopsia che servirà così a sciogliere ogni dubbio. Intanto i poliziotti del commissariato di Pompei stanno cercando di risalire alla famiglia dell’uomo, a ripercorrere le ultime tappe della giornata, ricostruire le ultime ore prima del decesso. Prima di quella porte forse arrivata al culmine di una lite. Forse il 52enne conosceva anche il suo aggressore, forse era con lui l’attimo prima di morire. Insomma un giallo sul quale al momenti non si tralascia nessuna ipotesi. Ecco perché ieri mattina i poliziotti sono tornati nuovamente nella baracca di Messigno per cercare di trovare ulteriori elementi che possano in qualche modo contribuire a risolvere il caso. E’ attesa anche per la famiglia alla quale gli agenti nelle prossime ore comunicheranno del decesso dell’uomo.

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