Tiziano Valle

Castellammare. Armi da guerra, l’affare del ras Polito

Tiziano Valle,  

Castellammare. Armi da guerra, l’affare del ras Polito

Il rione Moscarella epicentro di un traffico internazionale di armi da guerra clandestine, il ras Raffaele Polito – considerato dall’Antimafia a capo di un nuovo gruppo criminale conosciuto come Terzo Sistema – uno dei personaggi più attivi in questo business, capace di trattare l’acquisto e la vendita di fucili d’assalto e pistole. Sono i contorni di una nuova inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Le indagini – coordinate dal procuratore capo Nunzio Fragliasso – sono ancora in corso e il giudice per le indagini preliminari ha concesso una proroga di sei mesi, per consentire agli investigatori di fare piena luce sulla vicenda. L’unico nome iscritto nel registro degli indagati è proprio quello di Raffaele Polito e sulla vicenda c’è il più stretto riserbo da parte degli inquirenti. La certezza è che i fatti su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Torre Annunziata fanno riferimento all’inizio del 2020. Pochi giorni prima del lockdown dichiarato dal Governo per l’emergenza Covid, i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia piombano in un terreno abbandonato nel quartiere Moscarella e riescono a trovare e sequestrare un fucile semiautomatico a pompa calibro 12 con matricola abrasa e centinaia di proiettili di vario calibro. L’arma era perfettamente funzionante, da poco lubrificata e abbinata a 38 cartucce a pallettoni e 28 a palla singola. Tra le munizioni, anche proiettili per pistole calibro 9, 32 e 380 e per carabina. Da quel momento, gli investigatori hanno cominciato a lavorare senza sosta per risalire a chi aveva occultato quelle armi da guerra e l’attenzione, a quanto pare, si è concentrata proprio su Raffaele Polito. Il ras del rione Moscarella nel 2021 è stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta dell’Antimafia sul Terzo Sistema, ovvero il nuovo gruppo criminale che secondo gli investigatori stava cercando di farsi largo tra gli storici clan D’Alessandro e Cesarano che da decenni si spartiscono il territorio. Polito – difeso dall’avvocato Mariano Morelli – nonostante venga considerato il capo promotore di quella organizzazione criminale ha incassato una condanna a 13 anni di reclusione, in primo grado. Ma adesso per lui si profilano nuovi guai con la giustizia. Le armi clandestine sequestrate nel febbraio del 2020 infatti non erano state contestate al pregiudicato stabiese, anche perché le forze dell’ordine stanno cercando da tempo di risalire ai canali di approvvigionamento delle armi della camorra stabiese. Per quanto riguarda il Terzo Sistema del rione Moscarella erano emersi contatti con alcuni esponenti della mala albanese, già nel corso della precedente inchiesta dell’Antimafia. Su quel canale diretto con l’Albania, le forze dell’ordine avevano provato a indagare per risalire a chi aveva fornito al gruppo criminale alcuni kalashnikov e pistole sequestrate nel 2017, sempre nel quartiere alla periferia di Castellammare. Un lavoro investigativo che non si è mai fermato e presto potrebbe consentire di fare definitivamente luce sul traffico di armi da guerra clandestine che ha coinvolto i ras del Terzo Sistema.

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