Castellammare, il Comune sfratta boss e pusher dalle case popolari

Tiziano Valle,  

Castellammare, il Comune sfratta boss e pusher dalle case popolari

Sono 44 le famiglie che non potranno sanare la loro posizione e dovranno lasciare gli alloggi popolari che occupano abusivamente. E’ questo l’esito di un lungo iter avviato nel 2018, attraverso un censimento del Comune, e che adesso è arrivato alla terza e ultima fase: lo sgombero degli abusivi. Un ultimo passo che sarà condotto «pian piano», fanno sapere da Palazzo Farnese «per evitare che poi il problema ci torni addosso». Ovvero che le famiglie che non avranno più un tetto sulla testa possano tornare a bussare alle porte del Comune. Subito dopo l’estate dovrebbero partire le prime diffide, per concedere agli abusivi un termine entro il quale lasciare l’abitazione occupata abusivamente in modo bonario. Se qualcuno dovesse fare resistenza si procederà con l’intervento delle forze dell’ordine, per eseguire gli sgomberi. Tra le famiglie che dovranno lasciare gli alloggi popolari ce ne sono anche alcune di boss e ras dello spaccio nel quartiere Savorito e di camorristi del rione dell’Acqua della Madonna. Il 2023 dovrebbe essere l’anno decisivo per procedere a ripristinare la legalità e sgomberare chi ha occupato abusivamente un alloggio popolare, anche perché dopo due anni di commissariamento anti-camorra al Comune sarebbe un paradosso lasciare la patata bollente a chi verrà dopo ad amministrare una città, di fatto da ricostruire. Lo sanno bene anche gli uffici che hanno concluso il lavoro di accertamento delle domande di sanatoria prima delle ferie di agosto. Saranno 97 le famiglie che potranno vedere regolarizzata la loro posizione, quasi tutte tra il quartiere Savorito e le palazzine popolari di via Fondo San Catello. Per altre 44, come detto, non ci sarà nulla da fare. Anche perché, per molti la legge parla chiaro: chi ha condanne passate in giudicato per associazione mafiosa non può ottenere la sanatoria e quindi continuare ad occupare un alloggio popolare. Il lavoro di censimento di tutti i beni di proprietà del Comune fu avviato nel 2018 dall’ex assessore al Bilancio Stefania Amato e dal dirigente Antonio Verdoliva. Secondo i calcoli del Comune su 304 alloggi di proprietà di Palazzo Farnese, almeno 125 sono stati occupati abusivamente nel corso degli anni. E a questi bisogna aggiungere quelli delle palazzine Iacp. Su questa base si comincia a lavorare nel 2019 con sopralluoghi e verifiche sui documenti in possesso dell’Ente, ma l’emergenza pandemica impone un rinvio di un anno dell’avviso pubblico che viene pubblicato solo nel 2021. Alla scadenza del termine rispetto ai 125 alloggi occupati abusivamente, solo 81 famiglie presentano richiesta di sanatoria. Il Comune inizialmente ne scarta 21, arrivate fuori tempo massimo o per la mancata presentazione di alcuni documenti. Ma alla fine vengono tutte ripescate. Restano fuori le 44 famiglie che non hanno chiesto la sanatoria. E sono proprio quelle che adesso dovranno lasciare gli alloggi.

(c)riproduzione riservata

CRONACA