Pompei, tre indagati per la morte del piccolo Flavio all’acquapark

metropolisweb,  
Avvisi di garanzia per i due titolari del parco acquatico e il responsabile della sicurezza

Pompei, tre indagati per la morte del piccolo Flavio all’acquapark

LCi sono tre indagati per la morte del dodicenne di Pompei, Flavio Parmendola, verificatasi sabato scorso all’Aquafarm di Battipaglia. Si tratta dei due titolari della struttura e del responsabile della sicurezza del parco acquatico nel quale il dodicenne, insieme ai suoi familiari, era andato per trascorrere una giornata di tranquillità e di divertimento.

Intanto la Procura di Salerno ha disposto per oggi l’esame autoptico sul corpo del dodicenne di Pompei, Flavio Parmendola, deceduto dopo essere sceso da uno scivolo dell’Aquafarm di Battipaglia.

La Procura di Salerno, che sta indagando sulla vicenda, ha deciso di prendere qualche giorno in più. Alla base della decisione potrebbe c’è anche la necessità di chiedere alcuni atti irripetibili, come la perizia sulla scivolo della struttura.

I tre indagati, ora, hanno anche il diritto di nominare dei propri periti che partecipino all’esame autoptico.

Restano, fino ad ora, solo due le piste seguite. Una fa riferimento ad una tragica fatalità. Il piccolo Flavio, conosciuto da tutti come un ragazzino buono e gentile, potrebbe aver avuto un malore che lo avrebbe portato in pochi istanti alla morte.

L’altra ipotesi, ed è su questa che si stanno conducendo gli accertamenti in queste ore, è che il bimbo di Pompei, possa essere caduto mentre stava sullo scivolo ed aver battuto la testa in maniera forte.

La proprietà dell’Aquafarm di Battipaglia, uno dei parchi acquatici più noti della provincia di Salerno, ha confermato che gli scivoli erano in ottime condizioni e che le strutture vengono verificate quotidianamente.

Del resto la struttura non ha subito alcun provvedimento di chiusura per cui almeno per il momento non si ritiene che vi siano state particolari manchevolezze. Solo lo scivolo su cui il 12enne si è lanciato, è stato posto sotto sequestro proprio per gli accertamenti necessari che vengono condotti in queste ore.

Si stanno anche visionando con attenzione le immagini del circuito di videosorveglianza interna per capire cosa possa essere successo nei minuti immediatamente precedenti la tragedia.

Testimoni e amici che erano col piccolo Flavio raccontano che il bimbo è uscito dalla piscina con un senso di stordimento. Dopo il tuffo, infatti, è uscito dall’acqua e non appena arrivato sul bordo della struttura ha perso i sensi finendo a terra.

Familiari, bagnanti e giovanissimi (alcuni dei quali erano con lui a giocare con lo scivolo) hanno assistito inermi alla scena. Prima di crollare avrebbe anche vomitato. Sono stati loro, capendo la gravità della situazione, ad allertare i soccorsi.

Tempestivo l’arrivo dei volontari del 118 ma per Flavio Parmendola le condizioni sono subito sembrate abbastanza gravissime. Sarebbe deceduto nel giro di qualche minuto, visto che in ospedale ci è arrivato cadavere.

L’altra ipotesi sarebbe quella legata a una caduta dallo scivolo dopo la quale, battendo la testa in acqua, si sarebbe provocato una grave ferita al capo.

Poi uscendo dalla piscina ha avvertito il definitivo malore che lo ha portato alla morte. A Pompei resta forte lo sconcerto per una tragedia che ha colpito la famiglia di Flavio, imprenditori e commercianti molto noti nel settore della panificazione che abitavano in via Nolana.

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