Scafati, rimpasto per la salvezza: Salvati caccia il grillino-pentito

metropolisweb,  
Il sindaco cerca una soluzione per ritrovare i numeri in aula, pronta l’epurazione di Avagnano

Scafati, rimpasto per la salvezza: Salvati caccia il grillino-pentito

Scafati. Pronto il piano B di Cristoforo Salvati. Passa attraverso l’epurazione di Gennaro Avagnano la speranza di “sopravvivere” per la coalizione di maggioranza, rimasta oggi con appena 11 voti rispetto ai 13 di minoranza.

Sembra un paradosso, considerato che la nomina a lavori pubblici, sport, avvocatura e partecipate di Avagnano fu la chiave di Volta che permise al primo cittadino di superare la mozione di sfiducia, grazie all’astensione dei dissidenti Paolo Attianese e Antonella Vaccaro, che pure avevano spinto affinchè arrivasse in aula.

Secondo i piani di Salvati la revoca dell’assessore andrebbe a riportare in maggioranza Laura Semplice e Antonio Carotenuto, che non hanno mai fatto segreto della loro contrarietà all’entrata di Avagnano in giunta.

E’ chiaro che la poltrona lasciata libera sarà di conseguenza loro espressione, avendo i due formalizzato il gruppo consiliare “noi per Scafati”.

La decisione di Salvati passa anche attraverso il gelo calato tra i due. Da un lato Avagnano, che con il collega Raffaele Sicignano ha disertato l’ultima giunta, in palese dissenso con alcuni incarichi legali decisi dal primo cittadino, e dall’altro lo stesso Salvati, che non avendo gradito la diserzione, ha “dimenticato” in un comunicato stampa inerente la pronuncia del Consiglio di Stato sulle retrocessioni dei terreni Pip, di citare il suo assessore al contenzioso. Avagnano ha infatti diramato un comunicato autonomo.

L’ex grillino in passato era noto agli addetti ai lavori per il suo spiccato senso critico verso l’amministrazione, salvo poi accettare la nomina nell’esecutivo quale espressione dei dissidenti Attianese e Vaccaro.

Un gruppo che in origine contava su ben cinque consiglieri, fautori della sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. Una mozione che destituì l’interessato, salvo poi essere rieletto a seguito rimpasto di giunta. Da allora è stato tutto un crescendo per Avagnano, ritenuto elemento di rottura da una fetta di colleghi, anche se, pare, la sua influenza va oltre i due esponenti che lo sostengono.

Ed infatti in questa area della maggioranza c’è chi invece insiste con il recuperare Semplice e Carotenuto, ma a discapito di un assessorato in quota Fratelli D’Italia, così da non scontentare i dissidenti.

Del resto, l’uscita di Avagnano potrebbe riportare i due consiglieri di Noi per Scafati in maggioranza, ma la stessa perderebbe i dissidenti. Guadagni due, ne perdi due. Salvati però sembra voler tirare dritto, convinto magari di riuscire a recuperare almeno uno dei due dissidenti, spaccando il gruppo fino ad oggi sempre coeso e determinato.

L’ostacolo resta il bilancio, previsto, grazie ad una ulteriore proroga governativa, entro fine agosto. E’ però dal voto (e dalle presenze in aula) al presidente del collegio dei revisori di venerdì 5 agosto che potrebbe delinearsi un quadro più trasparente.

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