Politiche, accordo Letta-Calenda: Azione si riorganizza in Campania

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Politiche, accordo Letta-Calenda: Azione si riorganizza in Campania
Il coordinatore regionale di Azione, Giuseppe Sommese

L’accordo firmato a Roma tra Enrico Letta e Carlo Calenda spariglia le carte nel centrosinistra ed apre una fase nuova nello schieramento che si contrapporrà alla coalizione sovranista formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un accordo che prevede anche una spartizione numerica per i collegi uninominali: 70% ai Democrat e 30% ad Azione Più Europa. Con il gentlemen agreement di non candidare negli uninominali né gli uomini di Bonelli dei Verdi e di Fratoianni, Sinistra Italiana, né i fuoriusciti di Forza Italia come Mara Carfagna per Azione. Ma la novità più clamorosa che circola in queste ore è che, per bypassare questo ostacolo, il Pd starebbe pensando di candidare il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ex Capo politico dei Cinque Stelle che ieri ha celebrato la nascita del suo partito (Impegno Civico) direttamente da indipendente nelle sue liste. Il giovane leader che solo quattro anni fa diceva “Mai col Pd”, quello che indossava le magliette che ricordavano il caso Bibbiano (vicenda giudiziaria che coinvolse alcuni amministratori Democrat in Emilia Romagna) compie l’ennesima giravolta politica della sua breve carriera dove la coerenza è rimasta un optional. E pur di restare attaccato alla poltrona, si è rimangiato le varie parole d’ordine imposte dal Movimento. Ed ora che Beppe Grillo lo chiama zombie, per essersi fatto contagiare dalla politica di Roma, il giovane ministro compie il triplo carpiato pur di restare nei palazzi del potere. Quelli che dovevano essere aperti come delle sardine e che invece sono diventati più ambiti di resort extra lusso per chi sosteneva fino a pochi mesi fa che “uno vale uno”.

Azione in Campania.

L’accordo tra Letta e Calenda muove anche il partito di Azione in Campania. «Ha prevalso la linea del buonsenso, quella di istituire un polo atlantista, progressista e riformista serio con punti condivisi» afferma Giuseppe Sommese, consigliere regionale e coordinatore campano di Azione. «Avere un centrosinistra unito servirà non solo ad evitare il cappotto di cui parlano i sovranisti, ma di giocarsela fino in fondo evitando che lo scenario di un governo delle destre diventi preoccupante per l’Europa». Non appare molto scosso, poi Sommese, dall’esclusione di Italia Viva dal tavolo: «Credo che sia un tema già discusso quello di Renzi. E se oggi siamo in questa situazione significa che sono state espletate tutte le condizioni per provare a fare questa alleanza». I tempi ora diventano maturi anche per i nomi: «Credo già oggi inizieremo ad entrare nel merito delle candidature». Azione in Campania, però, è anche la testa pensante di Peppe Russo. Medico, ex consigliere regionale del Pd, afferma: “Da un punto di vista politico nell’accordo c’è gran parte della particolarità di questa legge elettorale. Se ci fossero state condizioni diverse – spiega Russo – ognuno sarebbe andato solo. Ma la particolarità di questa legge, che spinge ad alleanze che devono trovare elementi di unione per Pd e Azione, nella condivisione dell’agenda Draghi». Russo non si straccia le vesti per l’esclusione di Italia Viva, offrendo anche un altro punto di vista: «Io non penso che vi sia stata la volontà di escludere Renzi, ma l’idea di Renzi stesso di scegliere un’altra strada. Pericolosa? Non che le altre strade sono facili visti i sondaggi sul centrodestra in netto vantaggio. Ma credo che nei confronti di Renzi non c’è stata pregiudiziale o ostracismo» Adesso Azione, che conta anche su sindaci giovani che si stanno mettendo in evidenza, come Francesco Somma a Pimonte, può pensare alle candidature. In pole Marcello Tortora, presidente provinciale di Napoli e Francesca Scarpato, coordinatrice metropolitana. Tra i papabili anche Luciano Crolla, uno dei coordinatori cittadini di Napoli. Ma la sfida è solo all’inizio per gli uomini di Calenda.

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