I turisti ostaggio dei treni, l’estate nera della Circum

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Aumenta il costo dei biglietti ma ogni giorno scoppiano guasti. «Viaggiare è un inferno»

I turisti ostaggio dei treni, l’estate nera della Circum

Torre del Greco. L’estate nera della Circumvesuviana è partita già diverso tempo fa. L’aumento dei biglietti per chi acquista un ticket – dieci centesimi in più rispetto alla scorsa settimana – è soltanto l’ultimo provvedimento capace di far scattare le proteste di chi usa i convogli Eav per spostarsi.

Ma a rendere ancora più rovente i viaggi lungo i binari che attraversano le provincie di Napoli e Salerno sono i continui guasti ai treni e i conseguenti blocchi nelle stazioni. In tilt non soltanto i convogli vecchi di ormai vent’anni, ma anche i mezzi nuovi e quelli recentemente revampizzati.

In mezzo le guerre tra azienda e dipendenti, sfociate in più di una occasione in un taglio drastico – vedasi quanto accaduto per la Napoli- Poggiomarino-Scafati – dei servizi. Segnali di un sistema precario che ogni giorno rischia di collassare, a danno di chi usa la Circumvesuviana per spostarsi e oggi si ritrova ostaggio dei treni che a ogni fermata potrebbero bloccarsi.

Ieri l’ennesima giornata di disagi e passione lungo la linea ferroviaria che attraversa la fascia sud della provincia di Napoli. A causa di problemi alla stazione di Pioppaino (frazione di Castellammare di Stabia), il treno su cui c’erano centinaia di persone – tra cui molti turisti diretti a Sorrento – è stato soppresso alla stazione di Torre Annunziata e i viaggiatori sono stati costretti a lasciare il convoglio e poi riorganizzare il viaggio.

Nel frattempo per ore i treni verso la costiera hanno viaggiato con almeno trenta minuti di ritardo. E intanto alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni politici e ambientalisti tornano ad alzare i toni della discussione. Dopo le polemiche degli aumenti dei giorni scorsi, gli ultimi disagi hanno spinto Forza Italia a sferrare un duro attacco nei confronti di Regione ed Eav. «I campani stanno vivendo un dramma. E questo dramma si chiama Circumvesuviana. Ancora treni guasti, corse soppresse e turisti e pendolari abbandonati a loro stessi».

A dirlo è Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale della Campania. «Se nessuno in Regione Campania e tra gli stessi manager dell’Eav se ne rende conto, c’è da preoccuparsi seriamente – pro- segue -. La realtà del servizio di trasporto su ferro è disordinata e inefficiente oltre che inadeguata alle esigenze di un territorio che vorrebbe esprimere al massimo la propria vocazione turistica, ma che si trova invece a dover fare i conti con situazioni allucinanti e grottesche».

«Un imprevisto, un guasto è nell’ordine naturale delle cose, ma qui stiamo parlando di anni e anni di disservizi che vanno oltre una specifica circostanza sfortunata – sottolinea ancora la Patriarca -. È evidente che se l’eccezione diventa la regola, allora la criticità è da ricercare nell’organizzazione aziendale e nelle sue figure apicali». Gli ambientalisti lanciano un appello, attraverso una nota, alla politica.

«La farsa ‘viaggiare in Circumvesuviana’ ogni giorno si trasforma in tragedia. Corse che saltano, linee soppresse, convogli ‘revampizzati’ che non funzionano. Un inferno non solo per il caldo per migliaia di turisti e pendolari ostaggi di un ente che invece di far viaggiare treni e garantire efficienza del servizio a tutela dei pendolari e turisti, paradossalmente dai treni i viaggiatori li fa scendere. E come ciliegina sulla torta per pendolari e turisti arriva l’aumento del biglietto».

A sottolinearlo è Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania, che dice «basta con il palleggio di responsabilità ». «Le chiacchiere – afferma l’associazione ambientalista – stanno a zero. La Circumvesuviana è un servizio colabrodo che fotografa incapacità e inefficienza della classe politica sul fronte del trasporto pubblico. Alla politica per una volta chiediamo di tornare sulla terra e lasciare per un attimo il racconto fatto di lamentele, di scaricabarile, di scuse e di quello che era e potrebbe diventare. E’ una vera emergenza che richiede corresponsabilità di tutti gli attori».

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