Allarme povertà estrema: 10 bimbi di Torre Annunziata strappati alle famiglie, vivono in comunità

Giovanna Salvati,  

Allarme povertà estrema: 10 bimbi di Torre Annunziata strappati alle famiglie, vivono in comunità

La povertà è un’emergenza a Torre Annunziata. E non da oggi. Ci sono rioni dove mangiare è un lusso, dove la vita scorre via tra stenti e angosce. Dove si deve crescere in fretta, anche se si è bambini. In questi vicoli bui e degradati, dove lo Stato per troppo tempo ha lasciato il passo all’Antistato, gli assistenti sociali entrano ed escono dai bassi portando avanti una missione delicata e complessa: salvare i bambini dalla fame e dalla strada. In pochi mesi hanno portato via dieci ragazzini, li hanno dovuti strappare alle loro famiglie perché troppo povere per poterli crescerli in condizioni accettabili. Spesso, i genitori hanno compreso che il distacco fosse necessario per il futuro dei loro figli, spesso hanno avuto atteggiamenti meno concilianti. Sono i vicoli dove semina la camorra e il malaffare, sono i vicoli dove la scuola arriva a stento e a intermittenza. Molti ragazzini non frequentano le lezioni, trascorrono il proprio tempo in scenari post-bellici che la malapolitica ha alimentato nell’ultimo mezzo secolo. La notizia riportata martedì mattina da Metropolis, cioè la storia del ragazzino strappato ai genitori poveri, apre uno squarcio su un’emergenza senza fine. «In realtà i bambini portati via alle famiglia sono di più». Uno, due, tre, la lista arriva a dieci, e ci sono ancora altri casi da valutare. Non si interviene mai a cuor leggero, finché è possibile si prova a tenere insieme i nuclei familiari, dov’è possibile li si assiste. Poi ci sono i casi oltre ogni limite, e allora il Comune arriva e le porte delle comunità si aprono. E’ una triste realtà che si legge nelle segnalazioni che arrivano alle forze dell’ordine e all’Asl. Ogni situazione viene verificata attraverso il lavoro delicato degli assistenti sociali dell’Ambito 30 del Comune di Torre Annunziata, di cui fanno parte anche Boscoreale, Boscotrecase e Trecase. I casi di povertà ed emarginazione si moltiplicano. Qualche settimana fa, da un dossier degli assistenti sociali dell’Ambito 30 era spuntato il dato allarmante dei bimbi fantasma che non frequentano le scuole. Non a caso, a Torre Annunziata spetta la maglia nera della dispersione scolastica. Negli anni compresi tra il 2016 e il 2019 il numero degli alunni in fuga dalle scuole primarie erano tra i 100 e i 150, nell’ultimo anno scolastico (2020-21) sono saliti a quasi 300, pari al 4,2% della popolazione scolastica. Di questi solo il 50% ha ripreso la frequenza dopo l’intervento dei servizi sociali, in presenza, il resto non ha cambiato di una virgola la sua posizione. «Speriamo di cambiare le cose», dicono in Comune, dove, per combattere il fenomeno della dispersione, è arrivato un finanziamento di un milione e 600 mila euro dal ministero. «Saranno messe in campo azioni di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica anche grazie ad una fetta del fondo del Pnrr di 80 milioni destinato alla Campania», ma il percorso di recupero nei vicoli di Torre è lungo e tortuoso.

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