L’addio a Flavio, il dolore immenso di Pompei

Giovanna Salvati,  

L’addio a Flavio, il dolore immenso di Pompei

«Trovare ora le parole è davvero difficile». Esordisce così il parroco che ieri pomeriggio ha ufficializzato la messa nel giorno più straziante e doloroso per la città, il giorno dell’addio a Flavio Parmendola, il 12enne morto dopo aver fatto un tuffo dallo scivolo nell’Acquafarm di Battipaglia sabato scorso. Una tragedia che ha visto il piccolo strappare a papà Ernesto e la sua mamma Giovanna, panettieri di via Nolana. «Dinanzi a questa tragedia – ha spiegato don Giuseppe – non ci sono parole che possano dare conforto o lenire il dolore che ha creato un vuoto enorme intorno a noi. La parola del Signore possa essere come una carezza, in questo momento difficile, al cuore che dia una nuova speranza e una nuova certezza nel domani». Una carezza per a Giovanna che per l’intera omelia non ha mai smesso di piangere. La chiesa gremita di tante persone. Perché a salutare Flavio non c’erano solo i suoi amici con le magliette bianche ma anche i tanti cittadini di Pompei che hanno voluto esserci. Serrande dei negozi abbassate per partecipare simbolicamente a quel lutto, per far sentire la loro vicinanza a due genitori distrutti. Durante il funerale svolto all’esterno della chiesa il parroco ha ribadito ai genitori di farsi forza «la sua breve esistenza è stata un dono per noi» un dono strappato però troppo in fretta. Fiori sul feretro bianco mentre gli applausi accompagnavano il feretro scortato dalla famiglia verso il cimitero. Il piccolo Flavio Parmendola, il bimbo di 12 anni originario di Pompei morto sabato scorso a Battipaglia, avrebbe battuto la testa accidentalmente contro la struttura dello scivolo. È uno degli aspetti emersi dall’autopsia effettuata ierisul corpo del 12enne di Pompei deceduto all’AcquaFarm. I primissimi elementi raccolti dal medico legale, quindi, confermerebbero la tesi sostenuta dagli investigatori nelle ore successive al decesso. Il 12enne aveva avvertito un malore pochi istanti dopo essersi lanciato da uno scivolo. Una volta arrivato in acqua si era sentito poco bene ma era riuscito comunque ad uscire dalla piscina. Poco dopo, però, le sue condizioni sono precipitate, rendendo vani anche i soccorsi. Restano sempre tre gli indagati per la morte del dodicenne.  Sul registro degli indagati sono stati iscritti i nomi dei due titolari della struttura e del responsabile della sicurezza del parco acquatico nel quale il dodicenne, insieme ai suoi familiari, era andato per trascorrere una giornata di tranquillità e di divertimento. Nei giorni scorsi è stata anche eseguita, come atto irripetibile, la perizia sulla scivolo della struttura. Si tratterebbe di uno di quegli scivoli speciali che fanno prendere molta velocità a quelli che decidono di usarli.  I tre indagati hanno anche nominato dei propri periti che hanno partecipato all’esame autoptico: anche la famiglia del ragazzino ha nominato un proprio perito di parte.

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