Alberto Dortucci

Concorso per 25 precari a Torre del Greco: bando estivo e niente titoli, ombre sulle assunzioni

Alberto Dortucci,  
Staffetta per cambiare la «gestione politica» del settore. Avviso pubblicato a inizio agosto: non serve esperienza, selezioni solo per esami

Concorso per 25 precari a Torre del Greco: bando estivo e niente titoli, ombre sulle assunzioni

Ombre sul concorso a Torre del Greco: «Regolamento calpestato, annullare la procedura»

Torre del Greco. Al via la corsa per 25 assunzioni nel settore politiche sociali del Comune: veleni e polemiche non fermano la carovana del buongoverno guidata dal sindaco Giovanni Palomba, pronta a trasformare in realtà la «staffetta del welfare» decisa all’indomani dell’ultimo inciucio politico a palazzo Baronale. Così, al posto degli attuali 16 precari in servizio presso gli uffici degli ex Molini Meridionali Marzoli, subentreranno 25 professionisti – 13 assistenti sociali, 4 psicologi, 1 sociologo, 6 istruttori amministrativi e un educatore professionale – selezionati con modalità già finite sotto i riflettori dell’opposizione in consiglio comunale e non solo.

La fumata bianca

Il bando per l’ultima «infornata occupazionale» dei tormentati 5 anni di mandato di Giovanni Palomba era stato programmato a metà aprile, esattamente un mese prima della «proroga tecnica» agli attuali precari del settore politiche sociali. Una scelta politica per «cancellare» le assunzioni del passato – gli attuali assistenti sociali e tecnici amministrativi erano sbarcati in municipio all’epoca in cui l’affare-welfare era «delegato» al vicesindaco Luisa Refuto e al soldato Luigi Caldarola, la prima poi defenestrata dalla giunta e il secondo passato all’opposizione – e facilitare il «dialogo» con il gruppo di nuovi alleati eterodiretto dall’ex consigliere provinciale Donato Capone. A cento giorni di distanza e in pieno clima vacanziero – inizio di agosto, periodo storicamente ideale per «limitare» il numero di partecipanti alle procedure concorsuali – è stata attivata la piattaforma per la presentazione delle domande. I contratti di lavoro – finanziati con il fondo povertà stanziato dal ministero del lavoro e delle politiche sociali – saranno a tempo pieno (36 ore) e determinato (8 mesi), prorogabili in caso di rifinanziamento per l’attuazione delle misure di contrasto alla povertà. In pratica, facendo due rapidi conti, i nuovi assunti «accompagneranno» l’attuale amministrazione comunale fino al termine del mandato e l’eventuale proroga sarà decisa a ridosso della campagna elettorale del 2023.

Niente titoli

Ma a scatenare le prime polemiche politiche non sono le «coincidenze temporali» tra (eventuali) proroghe e nuove elezioni bensì le modalità di selezione dei lavoratori chiamati a coprire ruoli strategici di un settore «delicato» come le politiche sociali. Perché l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba ha deciso di selezionare il personale del welfare semplicemente per soli esami, senza una valutazione su eventuali titoli e competenze specifiche acquisite sul campo. Una scelta contestata dalla «minoranza attiva» di palazzo Baronale: «Si rischia di non garantire professionisti altamente qualificati alle fasce deboli del nostro territorio, già costrette a fronteggiare tutta una serie di disservizi provocati dalle attuali inefficienze del Comune – tuona Luigi Caldarola della lista civica Il Cittadino -. Come opposizione, controlleremo con attenzione il bando e vigileremo sulle procedure adottate dall’amministrazione comunale. Senza dimenticare che c’è già una sentenza del Tar Campania che bolla come inutili le procedure concorsuali in presenza di figure professionali già in servizio presso l’ente». Insomma, la corsa alle assunzioni potrà essere sfuggita – complici le ferie – a qualche potenziale interessato, ma sicuramente non passerà sotto silenzio.

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