A Boscoreale le prime denunce contro il racket

Giovanna Salvati,  

A Boscoreale le prime denunce contro il racket

Estorsioni ai commercianti, ma stavolta i cittadini denunciano. E’ questo un elemento che spunta fuori da una inchiesta dell’Antimafia partita circa un anno fa sull’affare racket all’ombra del Vesuvio e che racconta di una città, Boscoreale, che dopo l’emergenza Covid è finita nelle mani dei vampiri delle imprese, disposti a tutto pur di incassare soldi ma anche immobili. Il campanello d’allarme era scattato proprio durante l’emergenza sanitaria, quando alcune attività commerciali furono costrette ad abbassare la serranda. Zero vendite, zero incassi, e soprattutto obbligate a cedere le proprie attività a prezzi stracciati. Troppo per non finire attirare i sospetti degli investigatori. Di qui si sono accesi i fari da parte delle forze dell’ordine che hanno cominciato a monitorare l’intera vicenda. Ne è venuto fuori uno scenario raccapricciante di chi, soprattutto commercianti, è finito nel vortice della camorra, nei tentacoli che li hanno risucchiati. Prima il ricatto estorsivo che non si è fermato nonostante le attività commerciali fossero ferme e poi il ricatto sugli immobili. I malviventi hanno atteso che decidessero di chiudere le attività per poi acquistare, ovviamente minacciando, anche gli immobili che sono completamente svenduti. Ma mentre c’è chi ha continuato a pagare le “mesate” alla camorra e chi invece ha deciso di ribellarsi. Secondo quanto emerge ci sarebbero alcune denunce che sono state presentate alle forze dell’ordine e di seguito poi finite sulla scrivania dei magistrati della procura napoletana. Commercianti ma prima di tutto cittadini di Boscoreale che hanno deciso di abbattere il muro di omertà e varcare la soglia della caserma dei carabinieri. Certo per ora si tratterebbe di sole due denunce ma che presto potrebbero raddoppiare. La città ha deciso di ribellarsi e seppur resta timida e paurosa, un primo passo avanti è stato compiuto. Un terremoto potrebbe così, finalmente, dare una svolta su un tema delicato, e soprattutto rappresentare uno stimolo per chi invece continua ad avere paura, abbassare il capo e continuare a cedere alle richieste estorsione e soprattutto ai ricatti e alle minacce. Come la vicina Torre Annunziata: qui più inchieste continuano a portare alla luce la complicità di tantissimi commercianti che continuano a pagare il pizzo e non denunciano, uno scenario inquietante nella città dove nonostante le maxi retate e gli arresti continui, gli ultimi proprio venerdì notte, la criminalità continua ad alzare la testa e a pretendere il comando sulla città. Anche qui nessuna denuncia e nonostante le campagne di sensibilizzazioni continue e le associazioni e la chiesa che provano a fare rete nessuno varca la soglia di un presidio di polizia e denuncia. Un dettaglio allarmante, uno scenario che però va avanti da anni, da troppi anni, un fenomeno o forse solo una cattiva abitudine che non si ferma anzi al contrario continua ad essere seguita anche dalle giovanissime attività commerciali.

CRONACA