Il sindaco di Scafati ormai è in minoranza, appello per la sfiducia a Salvati

Adriano Falanga,  

Il sindaco di Scafati ormai è in minoranza, appello per la sfiducia a Salvati

«Siamo in 13 all’opposizione, non serve indugiare e continuare con questa lenta agonia, per amore della città bisogna recarsi dal notaio e ridare la parola agli elettori». E’ l’appello del consigliere di minoranza Nicola Acanfora ai suoi colleghi. L’ex assessore alibertiano, oggi in Assise con Campania Libera del governatore Enzo De Luca, si dice pronto alle dimissioni di massa e sciogliere così la consiliatura. Le sue parole arrivano a margine dell’ultimo Consiglio Comunale, dove una minoranza compatta e coesa ha mandato sotto la coalizione di Cristoforo Salvati, numericamente svantaggiata. Una condizione che ha comportato la fumata nera per l’elezione del Presidente del Collegio dei Revisori, e il ritiro del piano parcheggi da parte del primo cittadino, consapevole di non riuscire ad approvarlo. «Siamo arrivati ad un bivio, messo in cassaforte l’ennesimo consiglio Comunale in cui la maggioranza ha dimostrato di essere divisa in fazioni litigiose e guerrafondaie, mi aspetto una presa d’atto importante da parte del nostro Sindaco, a cui riconosco di essere una persona perbene e proprio per questo, credo, debba maturare l’idea di porre fine a questo strazio amministrativo», aggiunge Acanfora. «Come sempre Salvati riesce a mistificare e anche davanti all’evidenza dei numeri se la prende con l’opposizione, per tutti i problemi della città anche urgenti ai quali non riesce a dare risposte – fa eco Michele Russo – Se la maggioranza non c’è non si può accusare l’opposizione. Bisognerebbe solo prenderne atto dignitosamente e togliere il disturbo alla città». «Inutile tentare l’ennesimo mercato delle vacche per cercare di strappare un tredicesimo voto che renderebbe solo l’agonia più lenta ed inesorabile – sottolinea Giuseppe Sarconio – Ha avuto tutte le possibilità immaginabili per governare il tempo è scaduto». Intanto si apre una discussione sulla regolarità del collegio dei revisori, costituito al momento dai soli due componenti sorteggiati dalla Prefettura. Secondo la minoranza in prospettiva bilancio (previsto per il 25 agosto) è necessario che il collegio sia completo dei suoi tre componenti. Non è così per il primo cittadino e per il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. «Il Consiglio ha preso atto dei due componenti, il collegio è costituito – chiarisce Santocchio – a norma dell’art. 237 del Tuel il collegio dei revisori non è un organismo perfetto, ma imperfetto”. Salvati ricorda come un anno fa si deliberò nelle stesse condizioni. In quel caso però il Presidente dei revisori era dimissionario. “E’ la stessa cosa – ribatte – la norma attribuisce validità anche a 2 membri». Sul fronte del rimpasto, già domani mattina potrebbe entrare in Giunta Laura Semplice, rilevando le deleghe del destituito Gennaro Avagnano.

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