Uccide la moglie in Romania, preso col figlio. Il bimbo è una promessa del calcio

Redazione,  

Uccide la moglie in Romania, preso col figlio. Il bimbo è una promessa del calcio

Ha pestato a morte la moglie in Romania ed è scappato col figlio di nove anni in Italia, a San Cipriano d’Aversa, per iniziare una nuova vita, ma è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri. Una vicenda che lega Romania e Italia in una tragica trama in cui la vittima non è solo la donna pestata a sangue dal marito fino a morirne, ma anche il figlio di nove anni, una giovane promessa del calcio, che a tutt’oggi non sa della morte violenta della madre, credendo invece, come riferitogli dal padre, che la mamma sia in ospedale perché affetta da meningite. Quel padre presunto assassino cui il figlio è molto legato, tanto che non è stato facile separare il ragazzino e affidarlo ai servizi sociali del Comune di San Cipriano. Il bimbo giocava a pallone in Romania, dove era considerato un talento, e poi ha continuato a farlo anche una volta giunto in Italia, sempre seguito e accompagnato dal papà che continuava a rassicurarlo: “mamma è in ospedale”.

Saranno ora i parenti più stretti, che stanno venendo in Italia dalla Romania, a prendersi cura del piccolo, e a dirgli che la madre non c’è più. I fatti risalgono allo scorso mese di marzo, quando il papà del piccolo, un trentenne, ha picchiato a suon di calci e pugni la moglie, “colpevole” a suo dire, secondo quanto emerso dalle indagini della polizia e dell’autorità giudiziaria romene, di non guadagnare abbastanza con il suo lavoro in una chat online. La donna è finita in ospedale dove è poi deceduta, ma intanto il marito, che in Romania non lavorava ed aveva precedenti penali per furto, ha preso il figlio ed è scappato in Italia, dove ha trovato rifugio da persone su cui sono in corso verifiche.

Le indagini hanno consentito di raccogliere indizi gravi nei suoi confronti e la magistratura romena ha emesso mandato di arresto europeo per omicidio. I carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno raccolto informazioni e scoperto della presenza del trentenne romeno sul territorio: la pressione investigativa nei suoi confronti è stata quindi talmente rilevante che l’uomo si è presentato alla caserma dei carabinieri per costituirsi. Ai militari ha negato ogni sua responsabilità: ha detto di non aver fatto nulla contro la moglie, e di sapere che la donna era morta per meningite in ospedale. I carabinieri guidati dal capitano Marco Busetto hanno detto al piccolo che il papà era stato arrestato “perché aveva fatto delle brutte cose in Romania”.

CRONACA