Scafati, calvario farmacie: nuova frenata, il bando è da rifare

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Scafati, calvario farmacie: nuova frenata, il bando è da rifare

Scafati. Sarebbe da riscrivere, almeno parzialmente, il bando per l’asta pubblica delle farmacie comunali. A due mesi dall’approvazione dell’avviso pubblico, con tutti gli atti propedeutici, il bando non è stato ancora pubblicato. Secondo i consulenti di Palazzo Mayer alcuni passaggi, soprattutto quelli inerenti il contenzioso in corso con il Consorzio Farmaceutico intercomunale, andrebbero rivisti. I punti in questione potrebbero sembrare come delle implicite legittimazioni del debito in corso che l’ente salernitano vanta verso il Comune di Scafati. Un debito che ha prodotto provvisoriamente due decreti ingiuntivi per un valore di oltre 3,5 milioni di euro, ai quali l’ex socio si è opposto, per il tramite del noto legale Lorenzo Lentini. Lo stesso legale dovrebbe avvalersi di una perizia di parte (ancora da stilare a cura di un perito individuato dal Comune di Scafati) che, dati alla mano, andrebbe a quantificare il ristoro dovuto al Cfi. Tutte incognite che se non ci fossero potrebbero snellire le procedure per la pubblicazione dell’asta, e incentivare gli eventuali acquirenti. All’incanto andrà la struttura quotata di più, che una volta venduta, potrebbe potenzialmente soddisfare per intero la somma iscritta nel piano di rientro. Si parte quindi dalla farmacia Scafati 5 sita in via Pertini, presso il centro commerciale Plaza. L’importo a base d’asta è di complessivi 3,57 milioni di euro quale valore della titolarità del diritto di esercizio della farmacia comunale e del relativo avviamento. Ad ogni modo secondo i consulenti legali dell’Ente scafatese, il contenzioso in essere con il Cfi è indipendente dalla vendita delle stesse. E comunque, si legge nello schema di avviso asta: “l’importo da corrispondere per l’acquisto della sede farmaceutica dovrà essere versato direttamente e integralmente al Comune di Scafati. Resta salva l’ipotesi in cui, prima del trasferimento, sia stato già definita, in modo certo e incondizionato, la quota di spettanza del CFI; in tal caso, l’importo e le modalità di pagamento al medesimo Consorzio saranno oggetto di apposita e formale comunicazione all’aggiudicatario da parte del Comune”. Sarebbe questo uno dei passaggi in approfondimento. A carico del compratore, oltre alla proprietà della farmacia, anche gli arredi, attrezzature e macchinari, giacenze di magazzino esistenti “che l’acquirente dovrà corrispondere direttamente al C.F.I. e il valore sarà determinato con apposito sopralluogo in contraddittorio tra le parti e sarà versato direttamente al Consorzio”. Due i lavoratori in forze alla farmacia, che il compratore è tenuto a non licenziare per un periodo minimo di cinque anni: “pena la revoca dell’aggiudicazione e la rescissione del contratto”. L’asta sarà seguita dalla Ragioneria di Palazzo Mayer, durerà non meno di 30 giorni dal momento in cui sarà in gazzetta ufficiale. ©riproduzione riservata

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