Alberto Dortucci

Deiulemar, l’ultima beffa: l’Agenzia delle Entrate vince il contenzioso d’oro

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, l’ultima beffa: l’Agenzia delle Entrate vince il contenzioso d’oro

Torre del Greco. La curatela fallimentare perde la battaglia legale con l’Agenzia delle Entrate, ennesima beffa per gli ex obbligazionisti della Deiulemar compagnia di Navigazione. Costretti a pagare i debiti accumulati con il fisco da Lucia Boccia, la defunta madre dei fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta. A cui aggiungere ora le spese di giudizio per complessivi 11.200 euro.

Il contenzioso

La vicenda affonda le proprie radici nel dicembre del 2011, praticamente a ridosso dello scoppio del terremoto economico-finanziario chiuso a inizio maggio 2012 con il fallimento dell’ex banca privata di Torre del Greco: l’agenzia delle entrate notificò a Lucia Boccia – in qualità di socia della Deiulemar compagnia di navigazione – un avviso di accertamento dell’importo di 2,8 milioni relativo a Irpef e addizionali regionali e comunali per l’anno d’imposta 2007. In pratica, la direzione provinciale II di Napoli aveva scoperto la realizzazione di un disegno elusivo portato avanti dalla stessa Lucia Boccia e da diversi soci della Dcn mediante una serie di operazioni iniziate nel 2004 con la collocazione in una holding delle partecipazione detenute nella stessa Dcn. In particolare, l’omessa tassazione avrebbe riguardato dividendi per 15,5 milioni da ritenersi distribuiti e mai effettivamente «segnalati» al fisco. Di qui, la richiesta di pagamento subito contestata da Lucia Boccia. Sia in primo grado – a febbraio del 2013 – sia in appello, a settembre del 2014, la vedova di Giovanni Battista Della Gatta si vide rigettare i ricorsi.

L’ultimo verdetto

A trascinare la questione davanti alla suprema corte di cassazione – alla luce della scomparsa di Lucia Boccia – era stata la curatela fallimentare della società di fatto costituita dagli armatori-vampiri. Attraverso quattro motivi di ricorso, la triade guidata dall’avvocato Antonio de Notaristefani di Vastogirardi avrebbe voluto respingere l’assalto dell’Agenzia delle Entrate e salvare così l’esercito di 13.000 risparmiatori dall’ennesima beffa. Di diverso avviso gli ermellini della quinta sezione civile presieduta dal giudice Ettore Cirillo, pronti a bollare – in dieci pagine di motivazioni, pubblicate nelle scorse settimane  -come infondati i motivi del ricorso. Dunque, battaglia legale persa e nuovo salasso per i risparmiatori truffati dagli armatori-vampiri. Costretti a pagare per i vecchi debiti dei propri «aguzzini» con l’Agenzia delle Entrate e anche le spese di lite.

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