Quando il Covid regala consensi: partiti a caccia di virologi e medici

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Quando il Covid regala consensi: partiti a caccia di virologi e medici

La scelta dei medici di candidarsi alle elezioni politiche “non è una moda” e la presenza, ad esempio, del virologo Andrea Crisanti “può essere un valore aggiunto, come quella di altri colleghi e colleghe che sceglieranno di candidarsi”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute ‘Così Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), tornando sulle polemiche per la candidatura per il Partito democratico del virologo Andrea Crisanti. La XVIII legislatura ha visto sedere nei banchi della Camera e del Senato 37 medici. “Credo – prosegue Anelli – che la presenza di tecnici, che si siano contraddistinti nel loro campo, possa essere un aiuto per il Paese. L’attuale articolazione del Parlamento,a differenza della ‘prima Repubblica’, non consente ai gruppi sociali di essere realmente rappresentati, voglio dire – precisa il presidente Fnomceo – che il Parlamento dovrebbe essere sempre un sintesi di quelle che sono le esigenze della società e per quanto riguarda i medici la nostra presenza in Parlamento è importante e costituisce la rappresentazione di un corpo sociale che garantisce diritti fondamentali e può portare il proprio bagaglio di conoscenze per risolvere i problemi del Paese”. La polemica è fresca ed è di questi giorni. La presenza del virologo Crisanti, uno dei più famosi durante la pandemia, ha scatenato polemiche soprattutto negli altri schieramenti ed imposto una riflessione tra chi chiede che i medici in generale, ma soprattutto i virologi stiano alla larga dalla politica e dai partiti. Lo stesso virologo, ieri, ha parlato della pandemia e non ha lesinato stoccate a quelli che, ora, non sono più solo interlocutori politici ma avversari. “Innanzitutto penso che gli italiani si debbano preoccupare di Salvini, perchè se avessimo dato retta a lui invece di 140mila morti probabilmente ne avremmo due-trecentomila sulla base delle cose che ha detto. Inoltre, oggi staremmo dalla parte di Putin, con grande imbarazzo di tutti i nostri alleati. Penso che gli italiani dovrebbero riflettere su questo, perchè gli errori che ha commesso sono una garanzia degli errori che farà” le parole del professore di microbiologia all’Università di Padova, Andrea Crisanti, candidato dal Partito Democratico come capolista in Europa. Ma gli attacchi non sono arrivati solo da destra. Matteo Renzi, infatti, ha dichiarato: “Crisanti, uno dei virologi più famosi, prima voleva tenerci chiusi a Natale, poi ad aprile voleva chiuderci in casa per salvare l’estate e poi in estate voleva chiuderci di nuovo perché altrimenti c’erano troppi morti. Ho paura che ci prendiamo una quarantena di due mesi al primo raffreddore, e non ne usciamo”. Non si è fatta attendere la replica di Andrea Crisanti: “Anche Renzi, con una battuta, banalizza demagogicamente il fatto che lui durante la pandemia le ha sbagliate tutte. Non c’è altro da rispondere”. Per il microbiologo “la banalità di questa dichiarazione sottolinea, qualora ce ne fosse bisogno, la necessità di persone che ci capiscono qualcosa. Renzi farebbe bene a riflettere su tante cose che ha sbagliato e che ha distrutto”, ha affermato. “La priorità sanitaria più importante in questo momento si collega all’utilizzo dei soldi del Pnrr. Tutti noi dobbiamo tenere presente che la maggior parte di questi soldi sono a debito e, quindi, il loro utilizzo deve generare risparmi nel futuro per poterli poi restituire. Penso che il modo migliore di utilizzarli sia nella prevenzione, l’unico modo in cui il Sistema sanitario risparmia” le sue parole. “I cittadini italiani hanno l’aspettativa di fare delle analisi, di sottoporsi a degli esami, di accedere al Servizio sanitario nazionale- ha proseguito- non dopo mesi di attesa. Ritengo che le liste di attesa del nostro Ssn siano una cosa vergognosa”. Crisanti ha infine sottolineato che “il ritardo della diagnosi ha un impatto gigantesco sui costi a valle. Se non si fa prevenzione si spende di più nelle cure. Invece di scimmiottare il modello lombardo con investimenti ad alta tecnologia, di cui beneficerà solo una piccola percentuale degli italiani, bisognerebbe spendere questi soldi nella prevenzione e nel diminuire le liste d’attesa. Solo così sarà possibile generare i risparmi da restituire”, ha spiegato. “Sono sempre stato di sinistra”, confessa il microbiologo Andrea Crisanti, candidato dal Partito democratico alle prossime elezioni politiche. “Sono iscritto al circolo Pd di Londra da 6 anni, sono stato nella Fgci ai tempi di Berlinguer”, rivela in un’intervista. L’esperto afferma di avere accettato la candidatura per due ragioni. “Per prima cosa è giusto che un tecnico venga legittimato dai voti” e poi ritiene “che l’Italia abbia bisogno del contributo di chi crede nella sanità pubblica”. Ed ora è aperta la caccia agli altri esperti e agli altri virologi pronti a continuare la battaglia in Parlamento.

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