Vincenzo Lamberti

Pd e Cinque Stelle mettono in campo i simboli antimafia

Vincenzo Lamberti,  

Pd e Cinque Stelle mettono in campo i simboli antimafia

“È un onore e sento addosso tutta la responsabilità di guidare la coalizione del campo democratico e progressista nel collegio uninominale di Torre del Greco alla Camera dei deputati. È una sfida che ho accettato perché non si può restare indifferenti”. Lo scrive in un post il senatore Sandro Ruotolo dopo aver accettato la candidatura alla Camera dei deputati nel collegio uninominale Campania 1 – U07 Città metropolitana di Napoli.  Un collegio difficile, per nulla blindato per il centrosinistra che deve fare i conti con i sondaggi che danno il centrodestra in netto vantaggio. “La posta in gioco è la nostra democrazia.

L’avversario da battere è la destra sovranista rappresentata da Giorgia Meloni che vuole il presidenzialismo e l’autonomia differenziata, che non crede negli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e nella riconversione ecologica della nostra economia. Voglio rappresentare in Parlamento la mia terra, liberarla dall’oppressione della camorra che si riproduce perché si relaziona con i poteri economici, finanziari e politici e che toglie i diritti ai cittadini. Il diritto al lavoro, innanzitutto. Darò voce a chi voce non ha, mi batterò per ridurre le diseguaglianze. Anche i nostri figli e i figli dei nostri figli hanno diritto a sognare il loro futuro. Non è giusto – conclude Ruotolo – che un bambino che nasce al Sud abbia il doppio delle probabilità di morire nel primo anno di vita rispetto ad uno nato al Nord” spiega Ruotolo. Una scelta, probabilmente, non casuale considerato che Ruotolo, giornalista d’inchiesta cresciuto alla scuola di Michele Santoro, è stato uno dei più feroci fustigatori delle amministrazioni comunali di Castellammare e di Torre Annunziata, poi sciolte per infiltrazioni camorristiche. Interrogazioni, interpellanze, interventi pubblici che hanno costituito la base di un intervento della Prefettura che inviò sia a Castellammare che a Torre la commissione d’accesso che sciolte, salomonicamente, sia l’amministrazione torrese a guida Pd, che quella stabiese a guida Forza Italia. Un’attività che condusse anche nei confronti dell’amministrazione Palomba a Torre del Greco, città principale del collegio in cui si candiderà. Un filo sottile che lega anche la discesa in campo di Federico Cafiero de Raho, ex procuratore nazionale antimafia, che non si è mai risparmiato soprattutto nelle critiche all’amministrazione comunale di Castellammare. Per lui, però, non ci sarà la possibilità di confrontarsi con gli avversari in una sfida all’ultimo voto essendo stato inserito nel listino dei fedelissimi di Conte.

Gli altri nomi in campo

Il centrodestra sta definendo le ultime candidatura ma, al momento, appare scontata la discesa in campo di Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in Regione Campania. Sostenuta anche da Lega e Fratelli d’Italia, la Patriarca può contare di base sul consenso ottenuto alle ultime regionali, quasi 14mila preferenze, e sui sondaggi che danno il centrodestra nettamente in vantaggio in questo collegio. Ottime possibilità di elezione anche per Loredana Raia, consigliera regionale del Pd, originaria di Torre del Greco, che correrà al secondo posto in tutti e due i listini di Napoli.  Ancora indecisione, invece, per il Terzo Polo di Calenda e Renzi: il deputato uscente Catello Vitiello non ha ancora sciolto le riserve non avendo mai annunciato la sua ricandidatura. Al Senato, invece, potrebbe esserci la corsa di Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano, chiamato a dare una mano al partito.  Resta da comprendere anche la collocazione di Luca Capasso, ex sindaco di Ottaviano che si è dimesso per partecipare alla candidatura alle Politiche.  Anche i Cinque Stelle attendono l’esito delle Parlamentarie per stabilire chi correrà all’uninominale e chi, invece, troverà spazio nel listino. Ultimi giorni decisivi per gli incontri e le intese.

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