Giovanna Salvati

Torre Annunziata, la rabbia di Confcommercio: “Città in coma, ribelliamoci”

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, la rabbia di Confcommercio: “Città in coma, ribelliamoci”

L’ultimo grido d’allarme per cercare di salvare la città dal coma lo lancia il presidente di Confcommercio Giuseppe Manto che ancora una volta, attraverso i social, lancia un appello a scendere in campo ai cittadini per cercare di smuovere le acque soprattutto dopo l’ultima mazzata che deve incassare la città: la chiusura dello stadio Giraud. «Credo che sia giunto il momento, che questa città – spiega – dia una risposta a tutte le istituzioni locali e sovralocali. E’ il momento che questa città scenda in campo per dimostrare che è ancora viva». Una serie infatti di episodi ha fatto precipitare la situazione in città. Prima l’abbattimento di un simbolo storico e dell’arte bianca, l’ex pastificio Vitagliano. Poi, nei giorni scorsi, la notizia della chiusura del Museo dell’Identità.

I commissari straordinari hanno infatti deciso che il Museo sarà chiuso: pochi incassi e tante spese per la gestione e inoltre i locali del Palazzo Criscuolo dove ora sono ospitati, dovranno riaprire le porte agli uffici comunali che erano stati trasferiti nella sede di Rovigliano e ad una serie di lavori. Poi la notizia della chiusura dello stadio e così Manto ha deciso di coinvolgere i cittadini lanciando un appello «usciamo dal coma – scrive – vogliamo risposte concrete e vere su perchè sta capitando tutto questo, adesso basta. Il mio appello viene rivolto a tutti:  commercianti, studenti, operai, disoccupati, tifosi del Savoia , il mondo cattolico, professionisti. Scendiamo in campo e urliamo la nostra rabbia. Ci stanno togliendo tutti i diritti, tutti i servizi e siamo stanchi di dover solo incassare e subire ma senza di fatto reagire o avere delle motivazioni reali di tutto quello che sta accadendo».

Intanto i commissari straordinari si trovano a gestire una macchina comunale completamente ridotta a pezzi. Un consiglio comunale sciolto per infiltrazioni mafiose: l’ex sindaco e alcuni componenti della giusta indagati per associazione mafiosa, un ex dirigente all’ufficio tecnico e un ex assessore arrestati con l’accusa di aver intascato mazzette. Una grana di certo non semplice da gestire se si pensa che ora anche l’arrivo dei fondi Pnrr rappresentano una bomba ad orologeria e la gestione diventa un campo minato proprio dopo i precedenti di un Comune ormai nel mirino della Procura e dell’Antimafia che non hanno di certo spento i riflettori sull’intera macchina comunale. Proprio nei giorni scorsi un altro sequestro per un appalto concesso ad una ditta amica. Insomma i guai sembrano non finire mai.

CRONACA