Tuffi vietati a Meta: ecco l’ordinanza dopo il responso dell’Arpac

metropolisweb,  

Tuffi vietati a Meta: ecco l’ordinanza dopo il responso dell’Arpac

L’Arpac “sconsiglia” i tuffi, il sindaco li vieta. È stata firmata ieri l’ordinanza per il divieto di balneazione nella zona denominata “Purgatorio”, a seguito dei prelievi effettuati dall’Agenzia regionale e delle successive analisi che hanno attestato la presenza di enterococchi intestinali oltre la soglia massima consentita. Una decisione adottata dal primo cittadino Giuseppe Tito a seguito di un lungo confronto con Arpac e con gli uffici comunali, allo scopo di conciliare l’esigenza di garantire la tutela della salute dei cittadini con i danni che sarebbero stati arrecati all’economia del territorio. Il sindaco ha scelto la strada del divieto in via precauzionale. Una doccia fredda per i titolari degli stabilimenti balneari del luogo, che potranno consentire ai clienti soltanto l’accesso alla spiaggia e ai servizi del lido, senza poter usufruire del mare. Ma da diversi giorni si susseguivano ormai le segnalazioni in merito al colore scuro delle acque sul litorale metese. Ed anche i risultati pervenuti al protocollo del Comune nella giornata di lunedì hanno confermato una tendenza quantomeno anomala su quel tratto di costa. Il prelievo effettuato sul versante posto 50 metri a sinistra del punto di campionamento nella zona “Purgatorio”, infatti, attestava che anche i valori di escherichia coli erano superiori ai limiti. Mentre il prelievo compiuto 50 metri a destra dell’area analizzata presentava valori conformi alle soglie consentite sia per l’escherichia coli sia per gli enterococchi intestinali. Ed è proprio in questa chiave che Arpac ha deciso di non dare disposizione di vietare la balneazione, limitandosi a “sconsigliarla”. Una valutazione che ha spiazzato l’amministrazione comunale e che è stata accolta con disappunto dal sindaco Tito. «È troppo facile fare lo scaricabarile. – ha affermato il primo cittadino metese – Avrei potuto decidere anche io di sconsigliare i tuffi, dato che Arpac mi ha invitato a decidere come meglio ritengo. Ma io non mi sono mai tirato indietro dinanzi alle responsabilità e in segno di rispetto verso i miei cittadini ho deciso di emettere l’ordinanza in via cautelativa fino a nuove analisi». Resta ora da comprendere se ci siano i margini per consentire ad Arpac di effettuare nuovi prelievi entro la fine della stagione balneare o se per gli stabilimenti sarà già tempo di chiudere i battenti.

 

CRONACA