Tiziano Valle

Castellammare. I giovani che vanno via: «Non è solo per soldi, fuori si vive meglio»

Tiziano Valle,  

Castellammare. I giovani che vanno via: «Non è solo per soldi, fuori si vive meglio»

«Lasciamo Castellammare non solo perché guadagniamo di più, ma anche per vivere meglio». È la voce di 3 giovani stabiesi che hanno lasciato una città che «tra inciviltà, assenza di servizi e controlli, scarsa sicurezza e mala politica» è diventata «invivibile», sostengono. È questa un’altra chiave di lettura per interpretare la fuga da Castellammare dei giovani che vogliono emergere. Il cittadino è lasciato da solo, è abbandonato. Maggiormente lo sono gli under 30, che scappano da questa realtà per inseguire i loro sogni.Spostiamoci di 1.640 chilometri verso nord, nel cuore della Francia, a Parigi, dove Chiara Mirante, 25 anni, direttrice marketing di un hotel a 4 stelle nei pressi della Torre Eiffel, ha da poco comprato casa: «Ho lasciato Castellammare perché era diventata invivibile per noi giovani e offriva poche possibilità di crescita professionale soprattutto nel settore turistico, ambito nel quale lavoro. Un paradosso pensando che abbiamo le potenzialità per essere a tutti gli effetti una città turistica – racconta Chiara – ho terminato i miei studi qui in Francia e dopo uno stage sono stata assunta con un contratto a tempo indeterminato». La ventincinquenne stabiese sorride: «Ho appena comprato una casa, a 25 anni. Mai avrei pensato di poterlo fare a Castellammare con il caro degli immobili e gli stipendi da fame – conclude Chiara – Qui si vive molto meglio: i servizi funzionano, ci sono molti controlli delle forze dell’ordine e un mercato del lavoro flessibile. Tornerei a Castellammare solo se le cose cambiassero, ma ora non ci penso perché ho appena realizzato il mio sogno di comprare un appartamento a Parigi e diventare autonoma».Dalla Francia, scendiamo giù in Catalogna, a Barcellona. Qui Vittorio Maria Pagano, 29 anni, si è trasferito e ora lavora come barman:

«Non mi sentivo valorizzato a Castellammare. Noi giovani lavoratori con voglia di fare veniamo sfruttati e trattati male. Sono partito nel 2018 perché volevo vivere in una città con più servizi, maggiore sicurezza, insomma, per farla in breve, più vivibile di Castellammare – spiega il 29enne stabiese – Non tornerei nemmeno se mi pagassero lo stesso stipendio, lo farei solo per i miei genitori. Qui ho trovato tutto ciò di cui ha bisogno un giovane che ha voglia di fare».A Bassano del Grappa, provincia di Vicenza, vive da 3 anni Manuel Graziuso, 24 anni, docente di un istituto superiore della cittadina veneta: «Ho ricevuto la convocazione per ricoprire il ruolo di docente presso l’istituto tecnico superiore a Bassano del Grappa. Vivo in una cittadina turistica che ha all’incirca 60mila abitanti, e le differenze le vedo, ma sono prettamente di carattere civile – spiega Manuel – L’ambiente è rispettato, la cittadina viene rispettata. I servizi funzionano, e direi piuttosto bene, un turista che viene in questa città non avrebbe problemi di spostamenti con i mezzi pubblici». Conclude il giovane docente: «Torno a Castellammare ogni volta che posso, è la mia città, dove sono nato e cresciuto. Essendo un insegnate alle scuole superiori spesso mi capita di ragionare con i miei alunni riguardo il Sud, Napoli e anche la mia città – racconta Manuel Graziuso – Rimangono meravigliati del posto, di tutto ciò che c’è lì giù, e soprattutto mi chiedono cosa ci faccio io in un paese di montagna come il loro. E la risposta è sempre la stessa ovvero che in un posto stupendo come quello purtroppo non c’è spazio per i giovani, per chi ha voglia di fare, chi ha voglia di mettersi in gioco o di chi vuole portare avanti un sogno».

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