Tiziano Valle

Castellammare, i giovani che resistono alla voglia di andare via: «Crediamo nel futuro della città»

Tiziano Valle,  

Castellammare, i giovani che resistono alla voglia di andare via: «Crediamo nel futuro della città»

«Il nostro territorio è ricco di risorse non valorizzate. Non siamo partiti perché crediamo ancora in un cambiamento che può partire solo dalle idee e dalla forza di volontà di noi giovani lavoratori e imprenditori». È la voce di chi, contro tutte le problematiche sociali e politiche, non parte e di chi crede ancora nella rinascita di una città che stenta a decollare e che attualmente vive uno dei periodi più tragici della sua storia. A dirlo, oltre allo scioglimento del comune per camorra e i fatti di cronaca locale, è lo spopolamento che Castellammare sta vivendo negli ultimi anni.

L’ultimo dato parla di 1340 cittadini che hanno lasciato la città, la maggior parte giovani under 35 che hanno scelto di costruire e realizzare i propri sogni all’estero e al nord Italia. Quella di lasciare gli affetti e di andare lontano in un paese diverso dove non si conosce nemmeno la lingua è una scelta coraggiosa, come lo è quello di mettersi in gioco sfruttando le numerose potenzialità e ricchezze di Castellammare.

Chi ha accettato questa sfida è Vittorio Botta, 29 anni, titolare della pizzeria “PazzaMarea”, in via Bonito Cosenza: «In passato presi in considerazione l’ipotesi di andare via, ma ho deciso di restare qui per valorizzare i prodotti gastronomici del nostro territorio. A 26 anni ho aperto la mia pizzeria-ristorante. Ho creduto molto in questa avventura, non è da tutti a questa età aprire un’attività e assumersi queste responsabilità, ma giorno dopo giorno grazie al mio territorio e soprattutto alle persone della mia amata Castellammare che apprezzano il mio coraggio, il mio lavoro e i miei prodotti, riesco ad andare avanti e credere nei miei sogni». Conclude il giovane imprenditore: «Ora non penso più a partire anche se a Castellammare e in Italia ci sono molti problemi, uno su tutti il caro delle bollette di luce e gas che sta soffocando tutto il settore, in un anno sono praticamente triplicate».

A via Salvador Allende a ottobre 2021, due amici d’infanzia hanno avviato la loro pizzeria d’asporto. Sono Vincenzo Greco e Giuseppe Sorrentino, entrambi 25 anni, titolari di “Pippo e Spo”: «Abbiamo pensato più volte di andare via da Castellammare ma siamo rimasti per valorizzare al meglio le potenzialità del nostro territorio. Abbiamo lavorato anche all’estero e questo ci ha dato la consapevolezza di quanto sia meravigliosa la nostra terra, per questo abbiamo deciso di tornare».

«Raccontano Giuseppe e Vincenzo: «A ottobre 2021 abbiamo aperto la nostra attività chiamandola con i nostri soprannomi che ci davano da bambini, un modo per ricordarci chi eravamo e per essere ancora più vicini alle nostre radici. La nostra politica è quella di usare prodotti di qualità e migliorare giorno per giorno, essendo per noi una prima esperienza».

Anche Giuseppe e Vincenzo sono decisi a rimanere in città nonostante le difficoltà: «Ora non pensiamo più partire, anche se i problemi non mancano. Uno su tutti i rincari a causa della guerra in Ucraina delle materie prime e delle bollette».In uno dei cocktail-bar più popolari della movida stabiese lavora, ricoprendo la mansione di direttore di sala, Andrea Saveriano De Cenzo, 30 anni: «Fin da piccolo ho maturato l’idea di voler partire. Sono cresciuto negli anni ’90, tutti sappiamo cosa viveva la città in quel periodo.

Crescendo ho maturato la consapevolezza di voler costruire qualcosa di concreto nella mia terra – continua Andrea – Per alcuni lavori è ancora necessario andare fuori regione e all’estero, ma grazie a diversi fondi messi a disposizione per i giovani del sud, con un po’ di dedizione si può creare la propria attività». Conclude Andrea: «Sarebbe utile se la politica diminuisse la pressione fiscale sui dipendenti e i datori di lavoro. Ora penso di rimanere qui, mi piace quello che faccio e amo il locale dove lavoro. Rispetto chi parte e lo capisco, ma apprezzo soprattutto chi decide di restare».

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