Alberto Dortucci

Travolse e uccise un centauro di Sorrento nella galleria di Castellammare: condannato 47enne di Pompei

Alberto Dortucci,  

Travolse e uccise un centauro di Sorrento nella galleria di Castellammare: condannato 47enne di Pompei

Pompei. Due anni di reclusione per omicidio stradale. A otto anni dal tragico impatto sotto la galleria di Privati a Castellammare – incidente costato la vita a Michele Notturno, quarantaduenne di Sorrento, sposato e padre di due figlie – diventa definitiva la sentenza per M.D., alla guida dell’auto lanciata a forte velocità contro cui si schiantò il centauro. A scrivere la parola fine alla battaglia giudiziaria nata dalle indagini coordinate dalla procura di Torre Annunziata sono stati i giudici della quarta sezione penale della suprema corte di cassazione, pronti a respingere l’ultimo ricorso presentato dal legale del quarantasettenne di Pompei.

Lo scontro legale

In particolare la difesa di M.D. aveva impugnato la sentenza con cui, a marzo del 2021, la corte d’appello di Napoli aveva già concesso – previo il riconoscimento delle attenuanti generiche – uno sconto al responsabile della tragedia, rideterminando in due anni la pena a carico del quarantasettenne e confermando per il resto il verdetto di primo grado firmato dai giudici del tribunale di Torre Annunziata. Una decisione contestata dalla difesa dell’uomo, perché – secondo l’avvocato di M.D. – durante il processo di secondo grado non sarebbero state correttamente valutate le deposizioni di un agenti di polizia stradale nonché di due testimoni inizialmente iscritti nel registro degli indagati.

L’ultimo verdetto

Il collegio presieduto dal giudice Salvatore Dovere ha respinto al mittente tutte le obiezioni della difesa, blindando definitivamente il quadro probatorio emerso durante i primi due gradi di giudizio. Secondo la ricostruzione dei giudici di merito, M.D. – alla guida della propria vettura – avrebbe raggiunto sotto la galleria di Privati una velocità di 98 chilometri all’ora, a dispetto del limite previsto di 40 chilometri all’ora: una condotta ritenuta «decisiva» a determinare lo schianto frontale contro la moto guidata da Michele Nettuno, proveniente dalla direzione opposta. Secondo gli ermellini di Roma, l’elevata velocità e la parziale invasione della carreggiata occupata dall’imprenditore della penisola provocarono l’incidente e la successiva morte della vittima. Inutili e respinte le doglianze relative alle deposizioni di alcuni testimoni-chiave così come le contestazioni sulla velocità della Renault Clio guidata da M.D. stimata dal consulente tecnico della procura. Il quarantasettenne di Pompei non solo si è visto confermare la condanna a due anni di reclusione, ma dovrà pagare le spese processuali e la somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende.

La ricostruzione

La tragedia sotto la gallerie di Privati venne ricostruita già nell’immediatezza dello schianto fatale per Michele Notturno. Gli agenti della polizia stradale e i vigili del fuoco accorsi sul posto. Chi aveva assistito alla scena, immediatamente dopo l’incidente, raccontò di immagini choc. Tre auto quasi distrutte, una motocicletta carbonizzata e il corpo dell’uomo riverso sul ciglio della carreggiata. L’incidente mortale avvenne poco dopo le 12 del 29 gennaio 2014. Michele Notturno seguiva un’auto a velocità sostenuta, poi un sorpasso azzardato e l’impatto frontale con un’altra auto. Subito dopo lo scontro la moto prese fuoco, ma il corpo del 42enne di Sorrento era già balzato di alcune decine di metri. Praticamente la vittima morì sul colpo. Una tragedia pagata, a 8 anni di distanza, con una condanna a due anni di reclusione.

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