Abbattute le stalle della camorra sul monte Faito

metropolisweb,  

Abbattute le stalle della camorra sul monte Faito

Dall’impossibilità di individuare l’area confiscata, all’abbattimento degli abusi edilizi realizzati sul monte Faito nei terreni che lo Stato aveva sottratto alla camorra. C’è voluto lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo dei commissari straordinari per ripristinare la legalità in un’area dove la criminalità organizzata faceva il bello e il cattivo tempo, arrivando a condizionare persino l’operato di chi era proposto ai controlli. Ieri mattina, una ditta incaricata dal comune di Castellammare di Stabia ha provveduto all’abbattimento delle stalle realizzate dal clan Di Martino di Iuvani, storici alleati dei D’Alessandro di Scanzano, sul monte Faito. Un’area confiscata che solo ora torna veramente in possesso dello Stato, mentre per anni la camorra ha continuato a gestirla senza alcuna autorizzazione. Nell’ottobre 2020 la polizia municipale di Castellammare di Stabia riceve l’incarico di verificare lo stato di alcuni beni confiscati alla criminalità organizzata, che in passato erano stati affidati al Consorzio Sole. Dopo i sopralluoghi, gli agenti verbalizzano che alcuni immobili di Scanzano erano inaccessibili, mentre per alcuni terreni sul monte Faito non era nemmeno possibile individuare esattamente l’area confiscata. Quando nel 2021 arriva la commissione d’accesso a Palazzo Farnese, gli ispettori decidono d’incaricare delle verifiche i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia che scoprono che quelle case e quei terreni, in realtà erano ancora occupati dagli stessi boss a cui erano stati confiscati. A raccontarlo è la relazione che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. Pagine che oltre al condizionamento della politica raccontano anche del rischio di collusioni tra la macchina comunale e la malavita stabiese. Per quanto riguarda i terreni sul monte Faito gli agenti di polizia municipale verbalizzarono che  t r a t t a n d o s i  di una zona impervia non era stato possibile nemmeno individuare con esattezza il luogo segnalato. In realtà, i carabinieri pochi mesi dopo trovarono facilmente quell’area dov’erano sistemate le stalle utili per l’allevamento degli animali e i terreni utilizzati per la coltivazione della marijuana. Quei beni erano stati confiscati a Vincenzo Di Martino, considerato un esponente di spicco del clan Afeltra-Di Martino, storicamente impegnato nel business della produzione di sostanze stupefacenti e alleato della cosca dei D’Alessandro ormai da oltre un decennio. E i carabinieri documentarono che gli stessi Di Martino continuavano a utilizzarli per allevare animali e piantare marijuana. Ieri, a distanza di oltre un anno, gli agenti di polizia municipale sono tornati in quel posto assieme alla ditta incaricata di eseguire gli abbattimenti per liberare definitivamente l’area confiscata alla camorra.

CRONACA