Alberto Dortucci

Disastro dei trasporti a Torre del Greco, in strada un bus su due: le periferie sono isolate

Alberto Dortucci,  
Linee cancellate e corse a singhiozzo, tra mezzi fatiscenti e personale ridotto. Il caso diventa politico: vertice in Comune per ottenere un servizio efficiente

Disastro dei trasporti a Torre del Greco, in strada un bus su due: le periferie sono isolate

Torre del Greco. L’estate nera dei trasporti all’ombra del Vesuvio non si chiude con la ripartenza dei convogli Circum della tratta Napoli-Torre Annunziata-Poggiomarino. Anzi. Se i treni hanno ripreso a viaggiare – in modo da alleggerire i disagi per i lavoratori-pendolari e gli studenti pronti a tornare tra i banchi di scuola – restano irrisolte le grane sul fronte del servizio su gomma con intere linee completamente «dimenticate» dall’Eav, corse ogni due ore lungo le uniche tratte «coperte» dagli autobus e passeggeri sul piede di guerra. Uno scenario identico allo scorso anno, quando il sindaco Giovanni Palomba – insieme al delegato ai trasporti Salvatore Gargiulo, dipendente dell’Ente Autonomo del Volturno – lanciò un appello a Umberto De Gregorio, il pupillo del governatore Vincenzo De Luca alla guida dello sgangherato colosso del trasporto pubblico in Campania, affinché fosse individuata una soluzione per aumentare il numero di mezzi in circolazione ogni giorno lungo le strade della città del corallo. Una richiesta, fino a oggi, caduta nel vuoto.

Numeri da incubo

Secondo il «piano» consegnato dall’Eav ai vertici dell’ufficio viabilità del Comune, ogni giorno all’ombra del Vesuvio dovrebbero circolare la bellezza di 17 autobus. In realtà, la media quotidiana non arriva mai a dieci mezzi e intere linee sono state «sacrificate» sull’altare delle esigenze del colosso del trasporto pubblico. Al momento, infatti, le uniche due linee assicurate dall’azienda «specializzata» in collegamenti su gomma sono la B – Cappella Bianchini, zona porto, via Cavallo e via Martiri d’Africa – e la C, seppure a scartamento ridotto, fino alla zona di Sant’Antonio. Praticamente ignorate, dunque, aree a elevata «densità» come la Litoranea – in particolare, in questo periodo di afflusso di bagnanti agli stabilimenti del lungomare – e via Nuova Trecase, crocevia della zona di Leopardi. A rendere ulteriormente complicata una situazione già critica, poi, la scelta «politica» di dirottare i mezzi in buone condizioni in località a vocazione turistica come Castellammare. Così il «parco mezzi» destinato alla quarta città della Campania è stato ridotto a meno di dieci autobus. Ma ogni giorno tra autobus fatiscenti impiegati sulla linea F – Trecase, Litoranea, Montedoro – e carenza di personale le «frenate» sono sempre dietro l’angolo. Senza dimenticare come alcune linee come la D, la A – Montedoro, Santa Teresa, Cesare Battisti e monsignor Felice Romano – la G e la tratta extraurbana da Portici a Torre del Greco siano state accantonate nel disinteresse della classe politica locale.

Crociata in Comune

Alla luce degli ultimi disagi registrati in città, l’esponente d’opposizione Ciro Piccirillo – capogruppo della lista civica La Svolta – ha deciso di affrontare la questione all’interno della commissione viabilità di palazzo Baronale. «Sono stato sollecitato da decine di cittadini alle prese con il cattivo funzionamento del trasporto pubblico – premette il «camaleonte» del municipio -. Come classe politica abbiamo il dovere di affrontare e risolvere le criticità presenti sul territorio: una situazione del genere non è tollerabile né accettabile. Convocherò in commissione viabilità il comandante della polizia municipale Salvatore Visone per verificare lo stato dell’arte, cosa prevede l’attuale piano dell’Eav e cose fare per garantire un servizio efficiente alla comunità».

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