Alberto Dortucci

Torre del Greco, il patto elettorale con il Pd spacca Articolo 1: la dirigente si auto-sospende, niente volata a Ruotolo

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il patto elettorale con il Pd spacca Articolo 1: la dirigente si auto-sospende, niente volata a Ruotolo
Anita Sala

Torre del Greco. Venti di guerra soffiano sull’alleanza elettorale tra Articolo Uno e Pd all’ombra del Vesuvio. E la corsa di Sandro Ruotolo – giornalista, senatore uscente del gruppo misto e candidato nel collegio uninominale di Torre del Greco – a una poltrona-bis a Roma non conterà sul sostegno di Anita Sala, dirigente della prima ora del movimento democratico e progressista nato nel 2017.

L’ex consigliere regionale – una vita politica trascorsa nel centrosinistra – ha annunciato, infatti, la propria autosospensione durante l’itero periodo elettorale. Una scelta sofferta, ma praticamente «obbligata» dalla strada imboccata negli ultimi mesi dai vertici di Articolo Uno: il primo «strappo» era stato provocato dal voto favorevole dei parlamentari di Articolo Uno all’invio di armi in Ucraina – una decisione contestata da Anita Sala attraverso una mozione congressuale disattesa dai vertici nazionali – mentre la goccia capace di fare traboccare il vaso è stata proprio l’abbraccio fatale al Pd, con conseguenti scelte dall’alto nella nomina dei candidati in Campania. «A livello nazionale Articolo Uno ha deciso di abbracciare tutte le posizioni del Pd, dissolvendosi nel calderone democrat – la dura critica della storica dirigente di Torre del Greco -. La rottura incomprensibile con il M5S dimostra una grave immaturità politica, senza tralasciare il diktat subito in Campania da Roberto Speranza da parte del governatore Vincenzo De Luca per le nomine in Campania 2».

Un quadro desolante davanti a cui Anita Sala si è vista «con rammarico costretta ad autosospendere la mia attività politica durante il periodo di campagna elettorale». Un nuovo e imprevisto scoglio per le ambizioni di Sandro Ruotolo (e della premiata ditta elettorale Pd-Articolo Uno) in un collegio che non ha dimenticato – a partire dal sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba – le crociate politiche per ottenere lo scioglimento delle amministrazioni comunali di Castellammare e Torre Annunziata (poi realmente arrivate a distanza di pochi mesi, con le due città oggi «guidate» da commissari straordinari) e l’invio di una commissione d’accesso all’ombra del Vesuvio per centrare lo stesso «obiettivo» con la quarta città della Campania.

Appello, quest’ultimo, caduto nel vuoto.

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