Scafati, addio all’ospedale Scarlato: riconvertito in Casa della Comunità

Adriano Falanga,  

Scafati, addio all’ospedale Scarlato: riconvertito in Casa della Comunità

Scafati. Una “casa della comunità” allo Scarlato di Scafati. A due anni e mezzo dalla riconversione in Polo Covid, resta ancora incerto il futuro dell’ospedale scafatese. Il virus è oramai endemizzato e le cure domiciliari consolidate. Questo ha fatto crollare le ospedalizzazioni, e la città comincia a chiedersi quale sarà il destino del suo nosocomio. Recependo le direttive del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza, l’Asl Salerno ha deliberato un atto di programmazione degli interventi sul territorio. Nel dettaglio, il progetto è stato avviato per 33 Case di Comunità, 13 Centrali Operative Territoriali e otto Ospedali di Comunità per un investimento totale pari a 72 milioni 924mila euro. Fondi che saranno coperti dalle risorse previste nel Pnrr. La Regione Campania ha avviato nell’anno 2021, di concerto con le Asl, la ricognizione dei siti potenzialmente utilizzabili per la realizzazione di queste nuove strutture pensate per rafforzare la rete territoriale e la medicina di prossimità. Praticamente ciò che è mancato alla sanità pubblica quando è scoppiata la pandemia. L’Asl ha localizzato, in tutta la provincia, i siti dove allestire le nuove strutture. Allo Scarlato di Scafati toccherà una Casa di Comunità (cdc), ma non è però chiaro se questa andrà a sostituire o affiancare l’ospedale esistente. “Non conoscendo cosa prevederà l’atto aziendale non possiamo sapere esattamente cosa sarà previsto per Scafati – spiega Daniela Ugliano, assessore alla Sanità – dobbiamo seguire bene l’evoluzione perché il nostro obiettivo deve essere assolutamente potenziare la rete emergenziale e non penalizzare la nostra città”. In allerta anche il sindaco Cristoforo Salvati. “Attendiamo il nuovo atto aziendale, per capire se la casa di comunità prevista andrà a sostituire o affiancare l’ospedale. Per noi l’uno non esclude l’altro. Resta inteso che ci batteremo, come da sempre sostenuto, per il potenziamento dello Scarlato, attraverso l’apertura di una chirurgia toracica e di un pronto soccorso pneumologico”, promette il primo cittadino. Le Case di comunità dovranno lavorare come un filtro sul territorio per evitare accessi impropri negli ospedali, gestendo in particolare i pazienti anziani e cronici con più patologie che spesso hanno delle ricadute che peggiorando portano alla fine al ricovero. E lo faranno in stretta sinergia con i medici di famiglia e i pediatri che avranno la possibilità anche di lavorare all’interno delle Case di comunità. Una sorta di poliambulatorio con gli specialisti in rete tra loro. C’è fibrillazione anche tra gli operatori sanitari dello Scarlato, in prima linea durante l’emergenza Covid, e attualmente in attesa di conoscere la loro destinazione futura.

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