Caro-bollette, pizzerie stabiesi preoccupate: «Le famiglie spenderanno meno, servono aiuti»

Michele De Feo,  

Caro-bollette, pizzerie stabiesi preoccupate: «Le famiglie spenderanno meno, servono aiuti»

«Le bollette luce e gas sono triplicate, le materie prime tutte aumentate. Non possiamo andare avanti così ancora a lungo. Dovremo triplicare i prezzi del menu ma non è possibile perché nessuno verrebbe più nei nostri locali. Il guadagno dovuto dal boom dei turisti è stato polverizzato dall’ultima bolletta». Alla protesta dei panifici e dei bar, raccontata da Metropolis nei giorni scorsi, si aggiunge quella delle pizzerie e dei ristoranti di Castellammare. L’aumento del 400 per cento sulle fatture luce e gas del mese di agosto ha polverizzato il loro extra profitto causato dal boom di turisti. L’estate che doveva rappresentare il rilancio dopo 2 anni di pandemia – catastrofici per tutto il settore – si è trasformata in incubo chiusura e licenziamento per i dipendenti del settore della ristorazione. Uno scenario da brividi che coinvolge anche le famiglie, che vedendo utenze e beni primari salire vertiginosamente di prezzo sono costrette a scegliere di frequentare sempre di meno i ristoranti: «Quello che più temiamo è soprattutto il venir meno delle presenze delle famiglie nei nostri locali. Le bollette sono triplicate per noi e per loro, così come il latte, il pane e gli altri beni primari. Aumentare i prezzi significa chiudere l’attività –continuano gli imprenditori – Se una famiglia con 2 figli veniva 2 volte al mese a mangiare la pizza, oggi, con la situazione attuale, verrà una volta ogni 2 mesi. I conti sono facili: costi di gestione triplicati ed entrate dimezzate». Manolo Cioffi, titolare del ristorante pub pizzeria Sonny’s a via Giuseppe Bonito, ha chiesto maggiore tutela per i piccoli imprenditori: «L’aumento di bollette e materie prime non è sostenibile, il guadagno di questa estate dovuto all’ondata di turisti è andato in fumo. Finché la gente ci sostiene continueremo a restare aperti. Ma i guadagni diminuiscono ogni mese per via delle spese crescenti. Se lo Stato ci manda queste tasse da pagare o fai debiti o chiudi – continua Cioffi – Se un domani dovrò scegliere di pagare le bollette o i miei dipendenti pagherò i secondi. Lo Stato ci deve tutelare perché se crolliamo noi imprenditori non possiamo garantire lavoro ai cittadini». Domenico Di Martino, titolare del ristorante pizzeria Don Mimì sul Lungomare, ha puntualizzato sull’azzeramento dell’extra profitto dovuto al boom di turisti di questa estate: «Non ce la facciamo più, abbiamo l’acqua alla gola: triplicati la bolletta e i costi delle materie prime. Come facciamo a pagare tutte le spese e gli stipendi se lo stato ci stritola? Il guadagno in più dovuto al boom dei turisti? Azzerato come tutti i nostri sforzi e sacrifici per ripartire – conclude Domenico Di Martino – Tra bollette e dipendenti sceglierò di pagare sempre i miei operai». Antonio Zembrino, titolare della pizzeria ristorante Zembrì, sul corso Giuseppe Garibaldi, in linea con i colleghi, ha rimarcato l’aumento dei prezzi dei prodotti che girano intorno al prodotto pizza: «E’ aumentato tutto, anche i cartoni dove mettiamo le pizze. La pizza rappresenta il prodotto della tradizione per antonomasia, il venire al ristorante il sabato sera è un momento di condivisione e di svago per le famiglie, ma come faranno se i costi della vita sono così aumentati? – conclude Zembrino- Aumentare i prezzi non è la soluzione perché significa svuotare il locale. Gli extra profitti dell’estate, quelli che dovevano servirci per ripartire dopo la pandemia, si polverizzeranno con la prossima bolletta».

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