Castellammare. Auto e scooter passano sotto la chiesa che rischia di crollare: ignorato il pericolo

Tiziano Valle,  

Castellammare. Auto e scooter passano sotto la chiesa che rischia di crollare: ignorato il pericolo

Transenne divelte, automobilisti e centauri che passano nonostante il divieto, vetture lasciate in sosta nonostante il rischio di crollo imminente della facciata della chiesa del Santissimo Crocifisso. Sono tante le persone che hanno deciso di sfidare il pericolo di cedimenti in una zona che appena pochi giorni fa è stata interdetta al transito per garantire l’incolumità pubblica. Nelle scorse ore sono state decine le segnalazioni dei residenti della zona che raccontano come le transenne sono state rimosse da alcuni incoscienti, per consentire il passaggio degli scooter e delle auto. Un pericolo per i cittadini, perché stando alla relazione dei tecnici incaricati dal Comune il rischio di crollo della facciata della chiesa è davvero altissimo. Ad aggravare la situazione è stato il cedimento di un’ala di un palazzo adiacente, che appena qualche settimana fa rischiò di provocare una tragedia nel rione Capo Rivo. Tant’è vero che i massi caddero fino in strada, schiacciando due vetture che erano parcheggiate poco distanti. Per fortuna non si registrarono feriti, perché il crollo avvenne durante la notte e non c’era nessuno di passaggio. Dopo quel cedimento, però, i vigili del fuoco e i tecnici incaricati dal Comune hanno effettuato verifiche anche su altri edifici terremotati confinanti. Gli accertamenti hanno evidenziato il rischio di ulteriori crolli anche per le palazzine e in particolare per la facciata della parrocchia del Santissimo Crocifisso. Il commissario prefettizio ha firmato ordinanze di messa in sicurezza nei confronti degli eredi di quegli edifici e del priore della chiesa del 1632. Ma ad oggi non risulta sia stata avviata alcuna attività per eliminare il rischio crolli nel centro antico. Un problema purtroppo atavico, perché ogni volta che il Comune nel corso degli anni ha provato ad approcciarsi a questo problema ha dovuto fare i conti con la difficoltà di risalire agli eredi di quegli edifici distrutti dal terremoto del 1980 e ormai abbandonati da oltre 40 anni. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone che non hanno mai mostrato alcun interesse a ricostruire o quantomeno a mettere in sicurezza quei palazzi. E il Comune solo in alcuni casi ha provveduto all’abbattimento degli edifici più a rischio. Uno stallo che dura ormai da oltre 40 anni e che adesso potrebbe costare caro, perché i cedimenti delle ultime settimane nel rione Capo Rivo non fanno presagire nulla di buono. E l’atteggiamento incosciente di chi sfida il pericolo arrivando a rimuovere le transenne per passare con auto e scooter in un’area a rischio crollo non aiuta di certo.

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