Torre del Greco. Corre veloce la procura per i minorenni di Napoli. Il pubblico ministero Claudia De Luca vuole chiudere in fretta l’inchiesta sul brutale massacro andato in scena a metà aprile fuori al luna park allestito a Leopardi e costato la vita a Giovanni Guarino, il «gigante buono» di 19 anni accoltellato a morte da due baby belve di Torre Annunziata. Per i due quindicenni legati al clan Cavalieri-Gallo – assistiti dall’avvocato Mauro Porcelli – la titolare dell’inchiesta ha chiesto il giudizio immediato, con il primo round in aula fissato per il prossimo 10 novembre. La richiesta è arrivata durante il periodo feriale e ora la difesa dovrà valutare eventuali riti alternativi.

Le carte della procura

Il castello accusatorio costruito dalla procura per i minorenni di Napoli e rinforzato dal primo verdetto del Riesame di Napoli – a maggio i giudici del tribunale della Libertà respinse la richiesta di scarcerazione per i due imputati, fermi e decisi nel professare la propria innocenza – si basa sulle solide indagini condotte dagli agenti del locale commissariato di polizia, già a distanza di qualche minuto dai fatti. Testimonianze e accertamenti grazie a cui gli uomini in divisa bussarono alle porte delle abitazioni dei due indagati – zio e nipote, a dispetto della manciata di mesi di differenza d’età – successivamente accusati dell’omicidio di Giovanni Guarino e del ferimento di Nunzio Abbruzzese, l’amico del «gigante buono» raggiunto da un fendente a un fianco e sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale Maresca. Proprio il racconto dell’amico del diciannovenne massacrato al luna park potrebbe essere decisivo per ricostruire con precisione cosa avvenne a Leopardi. Il sopravvissuto alla furia assassina delle due baby belve di Torre Annunziata – vivo per miracolo, perché le coltellate inferte dagli aggressori non hanno raggiunto organi vitali – avrebbe riconosciuto solo uno dei due indagati, peraltro indicato semplicemente come il ragazzino con cui era scoppiata la lite.

La strategia difensiva

Come annunciato già a maggio, all’esito del verdetto del Riesame,  l’attività difensiva non si è mai fermata. Ma ora, alla luce della richiesta di giudizio immediato, i due indagati dovranno decidere in fretta la propria strategia processuale. Perché la procura per i minorenni di Napoli corre veloce per dare una risposta a un’intera comunità in cerca di giustizia per la brutale morte di un «gigante buono» di soli 19 anni.

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