Torre del Greco. Sono affidate ai carabinieri del Ris di Roma le speranze di chiudere il cerchio dell’inchiesta sulla morte del piccolo Francesco, il bambino di due anni e mezzo ripescato senza vita dallo specchio d’acqua antistante il lido Gabbiano. A otto mesi dalla tragedia di cui è accusata Adalgisa Gamba – nota semplicemente come Gisa, in cella per l’omicidio volontario del figlio – arriva la prima svolta nelle indagini, con i militari del Reparto Investigazioni Scientifiche impegnati a fare piena luce su reperti e fibre tessili ritrovati in mare.

La perizia-chiave

L’accertamento tecnico-irripetibile è stato disposto dalla procura di Torre Annunziata prima della pausa estiva. I Ris hanno poi effettuato le perizie lo scorso 30 agosto, previa comunicazione alla difesa dell’indagata rappresentata dall’avvocato Michele Coppola e dall’avvocato Salvatore Del Giudice. In particolare, sotto la lente d’ingrandimento degli specialisti in Cold Case sono finite le fibre tessili ritrovate sul corpicino e nella gola del piccolo Francesco nonché i vari reperti ritrovati sulla scogliera degli orrori il località La Scala. Chiaro l’obiettivo: individuare – una volta esclusa dall’autopsia l’ipotesi dell’annegamento avanzata in un primo momento: il cuore del piccolo Francesco si sarebbe fermato prima dell’ingresso in acqua – la reale causa della morte del bambino e gli eventuali collegamenti con la madre, detenuta dietro le sbarre della casa circondariale di Pozzuoli dallo scorso 4 gennaio. Insomma, la perizia affidata ai carabinieri del Ris potrebbe essere decisiva sotto il profilo processuale.

Niente scarcerazione

Intanto, in attesa dell’esito dell’accertamento tecnico-irripetibile, la quarantenne di via Anzio resta dietro le sbarre della casa circondariale di Pozzuoli. A inizio luglio, il gip Fernanda Iannone ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali della donna sulla base della mancanza di un quadro indiziario grave e definito. La prossima occasione per Adalgisa Gamba di lasciare la propria cella è fissata per il prossimo 5 ottobre, quando si discuterà l’appello al Riesame presentato dalla difesa. E quando, verosimilmente, saranno noti i risultati delle perizie eseguite dal Ris.

La notte da incubo

La tragedia costata la vita al piccolo Francesco avvenne intorno alle 22 di domenica 2 gennaio. La quarantenne si era allontanata di casa con il figlio intorno alle 17 e venne ritrovata – in evidente stato confusionale – sulla scogliera degli orrori, con il bambino tra le braccia. Inizialmente confessò l’omicidio del piccolo, salvo poi ritrattare la propria versione dei fatti. Su cui ora proveranno a fare piena luce gli specialisti in Cold Case.

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