Risarcimento da 7 milioni a 35 ex dipendenti delle Terme di Stabia: «Ma noi chiediamo solo lavoro»

Tiziano Valle,  

Risarcimento da 7 milioni a 35 ex dipendenti delle Terme di Stabia: «Ma noi chiediamo solo lavoro»

«Abbiamo subito sulla nostra pelle il fallimento delle Terme e ci siamo ritrovati senza lavoro, con un licenziamento ingiusto che ha stravolto la vita a noi e alle nostre famiglie. Noi chiediamo solo di lavorare». E’ questa la posizione dei 35 ex dipendenti termali che sono riusciti a vincere una dura e lunga battaglia legale, che ha sancito che i licenziamenti del 2015, seguiti al fallimento di Terme di Stabia, fossero illegittimi, perché i contratti di lavoro sarebbero dovuti passare in capo alla Sint (società proprietaria dei beni: Hotel delle Terme, ex stabilimento del Solaro e parco idropinico). Una battaglia legale che ha uno strascico pesante per il Comune di Castellammare, perché la partecipata Sint dovrà versare circa 7 milioni di euro ai lavoratori tra stipendi non pagati dal 2015 a oggi, danni morali e contributi non versati. «La decisione della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Sint condividendo i rilievi svolti nel controricorso dei lavoratori», spiega l’avvocato Francesco Brizzi, difensore dei termali, che aggiunge «per l’effetto è dunque passata in giudicato la sentenza della Corte di appello di Napoli, che ha annullato il licenziamento disposto dal fallimento Terme di Stabia, dichiarando il subentro della Sint nella titolarità dei rapporti di lavoro a seguito della cessione di azienda accertata in giudizio – continua il legale – Preme ribadire, a dispetto di alcune ricostruzioni poco puntuali, che i miei assistiti sono già tutt’oggi dipendenti della Sint, e pertanto non ricorre nessun obbligo di riassunzione in capo a quest’ultima. In definitiva, la decisione della Suprema Corte si pone a conferma della bontà della ricostruzione logico-giuridica della vicenda operata dalla Corte di appello, che a suo tempo aveva recepito la tesi prospettata dalla difesa dei lavoratori sin dal primo grado di giudizio». I termali sono dunque dipendenti della Sint che ha avviato le procedure di licenziamento collettivo, ma dovrà saldare i debiti accumulati nei confronti dei lavoratori con la vendita all’asta dei beni. «Noi possiamo rinunciare a tutto, a patto che ci venga garantito un contratto di lavoro. Il Comune potrebbe farlo», aveva prospettato il sindacato Ugl nel corso di una riunione in Regione Campania alla presenza anche del commissario liquidatore della Sint. Una possibilità che non è mai stata presa in considerazione, ma alla quale continuano a sperare i dipendenti termali nonostante non arrivino segnali in tal senso da parte delle istituzioni. A breve, piuttosto, potrebbero essere pubblicati i bandi per la vendita dell’Hotel delle Terme, dell’ex stabilimento del Solaro e del parco idropinico. Un patrimonio immobiliare di circa 20 milioni di euro che sarà messo all’asta.

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