Andrea Ripa

A Torre Annunziata è assedio ai quartieri del clan, militari a caccia di armi e droga

Andrea Ripa,  

A Torre Annunziata è assedio ai quartieri del clan, militari a caccia di armi e droga

Le recenti inchieste hanno smantellato intere organizzazioni criminali radicate nei quartieri più a rischio di una città che per troppo tempo è rimasta in balìa delle organizzazioni criminali che spesso si sono sostituite allo Stato, nelle ultime settimane le forze dell’ordine hanno avviato una nuova controffensiva nei confronti di chi ha «ereditato» il potere dopo gli arresti dei nuovi capi delle cosche emergenti di Torre Annunziata. Nel mirino dei carabinieri della stazione oplontina i ras dei rioni Poverelli e Penniniello, lì negli ultimi giorni si sono concentrati una serie di controlli da parte degli uomini in divisa. Perquisizioni, accertamenti e verifiche anche negli appartamenti di personaggi vicini alla criminalità organizzata, nel mirino delle forze dell’ordine un giro di droga e armi su sui si starebbe fondando l’ultima indagine partita dagli uffici del comando di Torre Annunziata. L’incubo che le organizzazioni criminali, decapitate dopo le ultime inchiesta della Procura, si stiano riorganizzando resta alto e quindi l’obiettivo delle forze dell’ordine è quello di arginare sul nascere ogni tipo di fenomeno. Lo smercio degli stupefacenti e l’approvvigionamento delle armi restano affari sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri che tra il rione Penniniello e il rione Poverelli – dove nei mesi scorsi si sono concentrate le attenzioni della magistratura – hanno effettuato nuovi accertamenti. Un assedio alle nuove leve del clan che starebbero mettendo in piedi un nuovo giro d’affari illecito all’ombra del Vesuvio. Appena un mese fa l’ultimo blitz con gli arresti da parte dei carabinieri di Torre Annunziata su ordine della procura oplontina. Al centro dell’inchiesta il business illecito radicatosi all’interno del rione Poverelli. Al termine delle operazioni portate avanti dagli investigatori diciotto persone sono finite sul registro degli indagati, ritenute coinvolte nel sistema narcotraffico del complesso di palazzine popolari della provincia. Le indagini hanno accertato che per lo smercio degli stupefacenti venivano arruolati anche bambini tra i 10 e i 12 anni, cuccioli della camorra allevati a pane e droga che per pochi spicci hanno svenduto la propria ingenuità per mettersi – forse inconsapevolmente – al servizio delle cosche. Dopo gli arresti nel quartiere – come in altre zone della città ad alta densità camorristica – c’è già chi si sta riorganizzando, con armi e droga. Le stesse su cui si sono concentrate le attenzioni dei militari negli ultimi giorni. Ancora una volta.

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