Tiziano Valle

Rogo nella notte a Licerta, s’indaga sul misterioso raid

Tiziano Valle,  

Rogo nella notte a Licerta, s’indaga sul misterioso raid

Tre moto e due auto in fiamme nel rione Licerta, un raid incendiario che spaventa i residenti del centro antico. L’incendio s’è sviluppato nella notte tra domenica e lunedì. Sono le due quando arriva una segnalazione alla caserma dei vigili del fuoco per un rogo che sta divorando scooter e auto nel rione Licerta. I pompieri arrivano sul posto e riescono – non senza difficoltà – a domare le fiamme, evitando che possano raggiungere le abitazioni poco distanti. Sull’asfalto ci sono ancora i residui della benzina utilizzata dai piromani per dare fuoco a tutto. Sul caso adesso indagano gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia, agli ordini del primo dirigente Amalia Sorrentino. Gli investigatori mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda e indagano a 360 gradi su chi fosse il bersaglio di quell’avvertimento e soprattutto su chi ha appiccato il fuoco.

Stando ai primi accertamenti della polizia scientifica intervenuta sul posto per i rilievi del caso, i piromani avevano intenzione d’incendiare i tre scooter parcheggiati in via Licerta e le due auto sono state interessate dal rogo solo in maniera indiretta. Un raid preoccupante perché il rischio di un’escalation di violenza è sempre dietro l’angolo in una città dove la camorra è ancora forte e presente, e soprattutto continua a fare affari con il traffico di sostanze stupefacenti. Il quartiere Licerta è da decenni sotto il controllo della famiglia Vitale, conosciuti come i “mariuoli”, che secondo l’Antimafia – come raccontato anche in recenti indagini – portano avanti il business della droga con il beneplacito del clan D’Alessandro. I numerosi arresti messi a segno negli ultimi anni non avrebbero interrotto quel business. Ma nel centro antico ci sono altre piazze di spaccio: dal Capo Rivo a Santa Caterina, fino all’Acqua della Madonna che finora hanno portato avanti i loro affari senza pestarsi i piedi. Il sospetto però è che proprio in quegli ambienti, forse per debiti di droga o per clienti contesi, possa essere maturato il raid incendiario.

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